Ci ritroviamo alla stessa tavola

Devo tenere sotto controllo la nausea mentre scrivo sul quadernino brillantinoso la lista dei presenti di oggi mentre mio marito dice che devo stare calma. Ritrovo alle 8.30 davanti all’Antoniano dove ci aspettano i Vecchioni di Mariele e il pullman, idea e sponsor della Fondazione Mariele Ventre,  capitanato da Rosario che per l’occasione si è portato la figlia quindicenne. Maria Antonietta, puntuale ed elegante col suo maglioncino bianco, sta attraversando il viale accompagnata da amici.

Oggi con il coro festeggeremo il ricordo di Padre Berardo, cantando la messa al mattino e al pomeriggio con un concertino. Siamo pronti per partire dentro un mattino di sole. Anche Claudia C. all’ultimo momento è riuscita a venire ma Lorenzo e altri, ahimè, no, mentre Giacomo ci raggiunge in auto.

Luciana è raggiante e sembra più la dottoressa che la direttrice di un coro con la sua casacca verde sala operatoria…Ci siamo tutti, si fa un appello strampalato (non sono certo riuscita a mettere anche i nomi in ordine alfabetico…) e si parte per Montorso senza dimenticare preghiere e santi. In viaggio scopro altri talenti come Giulia, appassionata di trucchi e Antonella di falegnameria. La prima è già stata assoldata ma sulla seconda bisogna ragionarci…intanto si accende il brusio da viaggio in pullman e io mi gusto l’attesa, quel periodo sospeso che precede qualcosa di bello. Lì dentro posso infilarci tutto facendo correre a braccia aperte la mia fantasia. Verso le 10 arriviamo e Padre Secondo ci accoglie insieme agli organizzatori della giornata.

Chiedo subito di Carla Cortesi e mi rassicurano dicendo che sarebbe arrivata a breve. Ci cambiamo in uno spogliatoio dove Cristina fa “amicizia” con una cavalletta mentre un signore se la ride, indicando tutti i tipi di bestie e insetti che padroneggiano da quelle parti. Nel piazzale davanti alla chiesa riconosco da lontano Carla e le corro incontro contenta mentre il suo sguardo burbero diventa un sorriso. Nella locandina di oggi c’è un suo disegno che le mostro soddisfatta…perchè le persone vanno ringraziate “da vive!”
Intanto Max monta la nuova cassa in chiesa corredata da mixer e treppiede.

Siamo quasi pronti perché pronti in realtà non lo siamo mai fino a che non arriva la musica che ci trascina in un attimo nella nostra dimensione parallela corale.

Ci appostiamo in un angolo della chiesa e Max da tecnico e corista si trasforma in campanaro mentre tira soddisfatto la corda collegata alla campana.

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Inizia la messa e iniziano i canti. Il primo “I cieli narrano” più di tutti mi riporta alle messe da bambina e agli occhi sgranati di Mariele.

Luciana senza saperlo ha molte delle sue gestualità che facilitano il nostro seguirla. Cantiamo e preghiamo e durante la messa qualcuno riesce anche a dormire un po’…

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approfittando della zona seduta e nascosta proprio dietro l’altare! Ma poi si risveglia e canta ancora più forte…


E non mancano i contrattempi come la base di “Auguri, auguri” partita per sbaglio, il suono perforante di un messaggio sul cellulare e le risatine nervose che non vogliono mancare di rispetto ma che rispecchiano ciò che diventiamo quando siamo insieme: bambini felici! Padre Secondo parla di Padre Berardo, seguito dal prete che ne racconta la fede e il carisma con le molteplici attività che lo contraddistinguevano. Le panche della piccola chiesa ora sono piene e ogni volta mi stupisco. Da tre, quattro persone iniziali diventano tante ..Finita la messa aggiungiamo il canto: “Quanto sei bella” a dimostrazione di quanto ci piaccia cantare…poi rompiamo le righe e dopo un’attenta analisi di Carla con i suoi riconoscimenti (“tu non so chi sei,” “tu sei sempre uguale”…) usciamo nel piazzale assolato. Sotto il tendone affacciato sul verde, ci hanno preparato una bella apparecchiatura e poco dopo ci sediamo mescolando appetito e allegria.

E iniziano le portate squisite che addirittura convertono un’Angela vegetariana e una Giulia vorace mentre “il Becco rosso” picchia forte sotto lo sguardo attonito di Luciana…che riesce ad essere ebbra da sobria…

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tagliatelle da urlo, tigelle preparate al momento con un pesto irresistibile, salumi e in pochi metri il senso di un’intera giornata.

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Iniziano i canti, in alto i bicchieri in basso le pance piene…mentre continuano a rimpinzarci di cibo, vino e sorrisi, viene da chiedersi se questo non sia un piccolo paradiso, quello che Mariele aveva scelto per la sua ultima vacanza. È come se anche lei e Padre Berardo fossero con noi, se dopo quarant’anni ci ritroviamo noi coristi alla stessa tavola…

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ma alle 15 dobbiamo cantare per il concertino e non possiamo certo fare una brutta figura dopo una simile ospitalità! Ci diamo una sistemata veloce mentre Paolo realizza il suo sogno di poter cantare anche la filuzzi..

mentre io e Angela dividiamo una sigaretta che ci ha gentilmente offerto Carla C. mentre Topo Gigio ci guarda confuso…


Ritardiamo il concertino di una mezz’oretta mentre Giulia si improvvisa tecnica nel fare partire le canzoni. Ecco, quello era il compito di Carla B. che manca e tanto. Luciana fa le sue solite raccomandazioni terroristiche mentre Giacomo presenta senza nemmeno avere più bisogno del copione…sembra nato per farlo e c’è da temere che lo diventi sul serio! E via partiamo con “ZUM ZUM ZUM” fino alla vecchia fattoria con Maria Antonietta attenta in prima fila, Donatella che scatta foto, Carla C. che slambicca il telefono e Padre Secondo defilato sulla panchina. I cuochi e le cuoche applaudono, ridono, partecipano mentre Rosario, l’autista, fa qualche filmato.

Non importa quanti siamo ma tutto quello che si crea intorno…una specie di cerchio magico che ci avvolge, ci abbraccia, ci bea. E chiedono il bis evviva, cantiamo ancora. infine riusciamo a fare una foto bellissima di gruppo dove finalmente Carla Cortesi tiene stretto il cartellone con “il suo disegno”, quello della locandina di ZUM ZUM ZUM!
Poi si concluse con i saluti e i ringraziamenti reciproci per una giornata meravigliosa che ci regala un sonno da bambini nel viaggio di ritorno…

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