PER LE STRADE DI SHANGHAI

Stamattina ci siamo alzati un pochino più tardi visto che Zucco doveva scendere nell’atrio alle 10.
Infatti aveva appuntamento con la traduttrice che l’avrebbe accompagnato in banca per ritirare il bancomat che era stato trattenuto dallo sportello due giorni prima! Purtroppo questo inconveniente ci ha giocato quasi tutta la mattinata.

Ancora una volta abbiamo potuto appurare l’impeccabile sostegno dello staff SHCAT.

Quindi, siamo usciti verso mezzogiorno nella nostra unica giornata libera. Il taxista era spericolato e ha rischiato un paio di incidenti mentre io cercavo di tenere stretti i bimbi visto che non c’erano le cinture di sicurezza!

La prima tappa sono stati due negozi di elettronica poi tanti altri giri partendo da People Square. Entravamo ed uscivamo da strade, centri commerciali, viuzze, con spensieratezza. Perché a Shanghai ci si sente estremamente tranquilli in mezzo a questa popolazione ordinata, numerosa e riservata.
L’unico pericolo sono i motorini elettrici che sfrecciano da ogni dove, silenziosi e improvvisi.

A pranzo ci siamo addentrati in una zona laterale piena zeppa di ristoratori di ogni tipo: dalla strada al locale, in una vasta varietà. Perché un’altra cosa che ho notato di questa affascinante Cina, è che la gente mangia continuamente e ovunque.

Così, abbiamo scelto un localino molto chic dove nessuno parlava una parola d’inglese.
Ma le foto del menù ci hanno aiutato nella scelta.
E devo dire che era tutto squisito! Abbiamo poi notato un cartello al muro che indicava il livello del locale, segnalato come medio, una faccia smile. Ma un’altra caratteristica dei locali dove si mangia, è che non ti servono né acqua né coperto, escludendo i ristoranti più chic dove è compreso un bicchiere d’acqua.
Abbiamo mangiato degli spaghetti di riso da urlo, degli involtini primavera fragranti, dei ravioli croccanti ed un riso alla cantonese speciale. Il tutto spendendo 4 euro a testa.
E il bello è che questi cibi non appesantiscono!

Quindi abbiamo proseguito il nostro giro saettante fatto di shopping e osservazione. Spaziavamo dal baracchino ambulante al negozio di una catena. Abbiamo ricomprato il cellulare a Zucchetta che era al settimo cielo e fotografava a tutto spiano.
Con la scusa della Befana abbiamo regalato ai bimbi un lecca-lecca gigante (ma veramente gigante…!) di quelli super colorati.

Poi con la metropolitana abbiamo raggiunto l’ultima meta: “Il tempio del Buddha di Giada“.
Ed è meravigliosa questa mescolanza dell’oro e del rosso, del grigio e l’argento: i colori delle costruzioni antiche dei templi accanto a quelle moderne dei grattacieli.

L’ingresso al tempio era a pagamento solo per gli adulti e appena entrati, c’erano alcune persone che lanciavano delle monete cercando di mirare le aperture di un enorme braciere al centro.
Gli Zucchetti non hanno esitato un attimo nell’imitarli…
Nell’aria si respirava profumo d’incenso che bruciava.
Di fronte c’era una gradinata ed in cima, al coperto, si ergeva un’enorme Buddha dorato.
Tutt’intorno offerte di frutta e cuscini dove poter pregare.
Poi c’erano altre sale con altre statue, offerte, preghiere di stoffa e bassorilievi. Fortunatamente c’era pochissima gente e siamo riusciti a visitare ogni angolo. C’erano offerte di soldi un po’ dappertutto, addirittura anche banconote sparse su alcune panche. E mentre Zucchetto mi guardava con gli occhi sgranati, io gli spiegavo che erano delle offerte.
E osservandosi intorno si scorgevano draghi, punte, elefanti, decorazioni.
Dietro una grata si ergeva un grandissimo gong.
Mi è piaciuto molto.

Ma il tempo è volato e in un batter d’occhio è arrivata l’ora di cena.

Questa volta abbiamo scelto un ristorantino in un piccolo centro commerciale.
Dopo aver ordinato ci hanno appoggiato una clessidra sul tavolo ma non ne abbiamo capito il senso. Ipotizzavamo che forse entro la fine dello scorrere, ci avrebbero servito i piatti o forse avremmo dovuto sgomberare il tavolo?!
Infine tornati nelle strade brulicanti abbiamo preso un taxi (dopo un paio di tentativi!) per tornare all’hotel spappolati.

Prima di dormire abbiamo finito di riempire e chiudere le valigie con la speranza di riuscire a portare tutto a casa!
Buonanotte Shanghai!

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7 Comments

    • Lo smog c’è eccome! Appena arrivati ci hanno fornito di mascherine ma noi non le abbiamo indossate. Usano il carbone come combustibile, avendone molto quindi le polveri sono più sottili delle nostre. Si respirano ma non si sentono….per 10 giorni ho respirato l’aria di Shanghai…. La cosa meravigliosa sono i motorini elettrici!

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