Ieri pomeriggio siamo stati al palazzo dello sport a vedere una partita di basket. Tutti e quattro.
Era una vita che non ci andavo, anche se i miei ricordi di quel periodo sono tutti legati al palazzo del centro.
Lunghi pomeriggi sull’anello in alto quando io e Zucco eravamo fidanzati.

Inizialmente Zucchetto non ne aveva voglia ma dopo poco si è ambientato ed è iniziato il vero spasso.


Era divertente vedere le sue espressioni quando sentiva il pubblico inveire contro gli arbitri o quando leggeva gli striscioni della tifoseria. “Rutto libero” credeva fosse il nome di una squadra e quando gli ho spiegato il significato si è sentito in dovere di farne uno…
Poi indicava le tifoserie avversarie dove c’erano due tipi che avevano scavalcato la balaustra, un altro a petto nudo e tutta quella gente che urlava.
Lo speaker commentava con enfasi e Zucchetto ha notato che il tono cambiava a seconda della squadra di cui parlava.

 

Durante l’intervallo abbiamo fatto un giro e incontrato facce note, mentre Zucchetto metteva la sua mano dentro al calco attaccato al muro.
Zucchetta era silenziosa e desiderosa di libertà. Si è alzata per comprare i pop –corn (un furto…) e per andare in bagno, tranquilla, sicura, curiosa di girare da sola in un posto nuovo.

Mi sono resa conto che tutto questo tempo lontana dal basket non mi è pesato e che sinceramente ci andavo più per far compagnia a Zucco che per passione.
E’ stato bello tornarci con questa consapevolezza.
E’ stato emozionante tornarci raddoppiati.