LETTI VUOTI

LETTI VUOTI

Ieri sera gli zucchetti sono andati a dormire dagli zii per festeggiare il compleanno. L’ultima volta è successo due anni fa.

Quando ci siamo salutati, nella piazzetta della Meridiana, mi ha fatto strano. Zucchetto mi ha sussurrato: “mi mancherai”mentre Zucchetta mi ha abbracciata. Arrivata alla macchina avevo un poco di amaro in bocca che si è trasformato in acquolina sapendo che Zucco stava preparando la cena.

Nel tragitto verso casa ascoltavo la musica alta cercando di distrarmi.
Così ho passato la serata sola con mio marito e sono stata bene.

Credo che quando torneremo ad essere noi due avremo sempre cose nuove da dirci perché l’affiatamento non ci manca.
Però essere soli era strano quasi irreale.
Non contenta ho aperto la porta della loro camera e quei letti vuoti mi hanno fatto pensare.
Ho provato ad immaginare come sarà tutto diverso quando usciranno dal nostro quotidiano. Ho pensato ancora che in questi anni dovrò continuare a costruirmi degli interessi che si sleghino da loro. Cose tipo la musica, gli incontri di psicologia, i progetti di collaborazione…

Non voglio ritrovarmi sola, affranta, vuota ed incapace di andare avanti.

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4 Comments

  1. mi solleva questo post… non tanto per ciò che dici ma per ciò che nasconde…
    nel senso che mi ritrovo in ogni spazio bianco tra una parola e l’altra, in quel momento dove non comunichiamo ma ascoltiamo prima di passare alla prossima parola, al prossimo pensiero..

    faccio spesso gli stessi pensieri, e in realtà li ho sempre fatti, anche prima di essere un genitore..

    ho sempre pensato che vivere la vita coltivando anche i nostri interessi, le nostre passioni, cercando progetti e ambizioni, avendo sempre qualcosa da inseguire sia fondamentale… e che sopratutto non ostacoli in nessun modo il nostro vivere la vita per il prossimo o i prossimi… anzi, in qualche modo la faciliti….

    in passato mi sono sentito molto male quando osservavo delle persone a me molto care e li vedevo in realtà già morti anche se erano ancora vivi.. osservavo le loro vite, le loro giornate e non vedevo nulla, solo l’attesa della sera e di un nuovo giorno…

    e allora mi sono detto che io non volevo vivere così, in nessun caso, non volevo abbandonarmi alla vita, mai… e pur sentendomi male per il mio pensiero “freddo” mi sentivo “caldo” nel mio volermi opporre fin da subito a quella sensazione…

    in questo senso mi sono ritrovato in quel nascosto che ho sentito leggendo il tuo post, forse l’ho visto e sentito solo io, forse no, ma poco importa.. infondo tra le parole sentiamo e leggiamo chi le scrive e il nostro riflesso!!

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