Oggi il mare è del colore degli umori che si respirano nell’aria: fango.
Dopo giorni di pioggia incessante ha cambiato colore.

Mi accorgo che nonostante il riposo, le lunghe dormite e i bambini che crescono, anch’io mi sento color fango.
Sarà il maltempo che sconvolge la stagione e con essa tutti quelli che ci campano. Ma intorno si respira pessimismo e tristezza.
La spiaggia è deserta, i locali hanno abbassato le serrande, il silenzio impera.
Forse qualcosa di tutto ciò si assorbe.

Esiste la teoria di un biologo che sostiene esista la “risonanza morfica.”
Ogni specie attinge dalla memoria del gruppo di appartenenza, si sintonizza e a sua volta contribuisce a modificarne lo sviluppo.
Il cervello non è più una memoria ma una specie di trasmettitore di impulsi elettrici. Quindi esiste una specie di trasmissione senza parole; semplicemente si assorbe.

Il color fango è nell’aria.
Tutte le persone messe in ginocchio dalla crisi e dal tempo impazzito che dovranno reinventarsi le loro vite.
Tutte quelle genti rimaste senza un tetto, scoperchiato dal vento che dovranno fare i conti con la loro disperazione.
In confronto il mio color fango non è che una sfumatura…

Ma per fortuna ci sono loro, i bambini, che con una frase cambiano tutto.

Zucchetta è arrivata salterellando ed entusiasta ha urlato: ” belloooo, guarda le nuvole…sembrano anatreee”.

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