Stamattina al parco non incontro nessuno con cui scambiare due chiacchiere.
Ci sono tanti bimbi e genitori “nuovi”.
Il vento mi porta frammenti di discorsi di pappe e nanne e toni esaltati.
E anche in questo mi sono sempre sentita diversa.

Mi sembrano passati secoli da quando venivamo qui tutti i giorni.
Mattina e pomeriggio.
Con il sole e con le nuvole.
Con i crackers ed i biscotti.
Con il passeggino e la pedana.

Le uniche cose rimaste invariate sono le tartarughe del laghetto, da cui ha preso il nome “Il Parco delle Tartarughe” e Zucchetta che maneggia lucertole.

Mi sento molto cambiata nei pensieri e nell’amore che provo per i miei figli.