L’ARAZZO VEGETALE

Un giorno di marzo, navigando su internet ho trovato un’evento per bambini che mi ha incuriosita.
Visto che era necessaria la prenotazione ed i posti erano a numero chiuso, ho telefonato subito.
Mi ha risposto una signora molto distinta ed ascoltare la sua voce era un po’ come andare a teatro.
Aveva un suono e un ritmo piacevole.
Abbiamo chiacchierato per tre quarti d’ora e finita la telefonata avevo la sensazione di essere entrata in un mondo parallelo.
La signora era la fondatrice del giardino da visitare e non aveva risparmiato tempo con una sconosciuta, oltretutto completamente a digiuno di arte botanica.
Io che non annaffio neanche le piante grasse …
Qualche volta, succede: è come se certi incontri sprigionino una magia di stupore.
Mi ha parlato dell’evento, del giardino, di questo e di quello e già da questa disponibilità ho pensato a quanta, forse, ne aveva avuta per realizzare quel posto.
In seguito ho conosciuto Giulia, una dolcissima ragazza che per passione crea eventi e mi ha consigliato di guardare su Youtube il filmato: “il paradiso ritrovato”di Patrizia Marani.
La storia narra la nascita di questo giardino e della sua creatrice e custode che ha ascoltato il vento e l’ha seguito nel suo lavoro di semina, di trasformazione, di miracolo. In un documentario di un’oretta, una storia di 30 anni carica di fascino.
Poi il giorno della visita, io e la mia famiglia, siamo arrivati in questo posto, nascosto tra le colline bolognesi di Loiano: “I Giardini del Casoncello“.
Man mano che ci avvicinavamo aumentavano le curve insieme alla vegetazione e alla curiosità.
Un piccolo cancello divideva l’ingresso di questo angolo di paradiso e finalmente ho potuto conoscere di persona la signora con cui avevo parlato amabilmente al telefono: Maria Gabriella Buccioli.
È stato come incontrare una creatura fatata, delicata e gentile ma anche decisa e forte.
Parlava ai bambini con una dolcezza rara e li ha condotti alla scoperta del suo piccolo grande mondo, guidandoli nell’osservazione delle bellezze circostanti.
Noi adulti ci siamo dovuti accontentare di ammirare solo la prima parte del giardino poiché la visita era destinata solo ai bambini.
Nell’attesa abbiamo curiosato nei dintorni e assaporato quella pace verde e profumata.
Questa fatina della natura ha saputo realizzare un giardino colmo di bellezza, ordine caotico, mistero, devozione, amore, ingegno, equilibrio e speranza.
Essere in quel giardino era come far parte di un mondo perfetto almeno per qualche ora.

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