57 ANNI IN 20 CENTIMETRI

Nella mia piccola biblioteca sono raggruppate tante storie, dal 1959 al 2016.
Cinquantasette anni in pochi centimetri con un denominatore comune.
Pagine di libri che parlano di persone, favole, numeri, musica, lettere, fumetti.
Persone che ho conosciuto, una ad una anche di sfuggita, attraverso l’Antoniano di Bologna.

Padre Berardo Rossi, uno dei fondatori dell’Antoniano che ha raccontato minuziosamente tanti anni di Piccolo coro, di Mariele Ventre, di Antoniano, di Zecchino d’Oro.
Cino Tortorella, ideatore e presentatore dello Zecchino d’Oro che ancora giovanissimo scrisse un libro di favole.
Sabrina Simoni, direttrice del Piccolo Coro Mariele Ventre, che insegna a giocare con la voce e col pianoforte e ad imparare le tabelline con la musica.
La Fondazione Mariele Ventre che porta la testimonianza di Padre Berardo e di Mariele attraverso la sua intensa corrispondenza e con una biografia.
Marco Fanti, ex corista del Piccolo Coro che ha scritto un manuale memoriale mettendo in luce il metodo di Mariele.
Infine Marco Lui, intervistatore dello Zecchino d’Oro che con leggerezza ha pubblicato un fumetto ironico/giallo sulle selezioni della manifestazione.

Tante persone molto diverse ma ognuna con qualcosa da raccontare.

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Secondo me gli incontri si possono paragonare alla lettura dei libri.
Da ognuno si può leggere qualcosa ma sta in noi decidere se approfondire o meno la lettura.

Qualche volta la “copertina” ci può ingannare, attirandoci con immagini accattivanti per poi scoprire pochi contenuti.
Come può succedere che proprio un libro vecchio e ingiallito, custodisca storie da mozzafiato.
Poi ci sono quelli messi da parte e riletti dopo anni;
Quelli appena presi e divorati con entusiasmo;
Quelli tanto conosciuti ma poco vicini a noi;

Insomma ogni incontro, come ogni libro, ha qualcosa da dirci.
Per quanto mi riguarda, la lettura umana, la trovo appassionante e spesso ricca di sorprese.

MATTINO CON ZUCCHERO E ZUCCHE

Stamattina abbiamo vissuto una piccola avventura nell’orto botanico della città.
Nel verde i pensieri cambiano colore.
Splendidi gli allestimenti di zucche e spaventapasseri immersi nella natura.

Seduti su una balla di fieno i bimbi hanno ascoltato storie di zucche lette da Giulia e Vera.
Il sole faceva capolino tra gli alberi con le facce… si, alcuni avevano proprio delle facce!
Il mio zucco, per la prima volta, ha letto un pezzettino a voce alta e io, povera scema, ho pianto di nascosto.
Prima di andarcene i bimbi hanno raccolto delle “palle verdi” di un albero e dei semini di zucca avvolti in un pezzo di stoffa.

Mi è piaciuto. Una mattina semplice ma ricca, in mezzo a quelle bellezze naturali.

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