NIENTE DI CHE

Sono al parco, seduta su una panchina all’ombra di un albero.
L’aria è calda con carezze di fresco.
Gli zucchetti corrono in giro e intorno ci sono solo nonni e bimbi piccoli.
Stamattina ci siamo alzati presto e fatto colazione tutti insieme in cucina.
Zucchetta ha acceso la radio, forse per portarsi un pezzetto di mare a casa.
Il micio si distende su tutte le parti soffici che trova per casa: dalla sedia dello studio al sofà della cabina armadio.
Zucco è andato al lavoro, un lavoro che insegue da ormai tante estati.
Oggi siamo tutti tranquilli, a godere delle nostre cose lasciate per un mese.

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115 CM DI CORAGGIO

Siamo al parco: io, Zucco e Zucchetta.
Io leggo su una panchina, Zucchetta studia le tartarughe nel laghetto e Zucchetto si arrampica sulle giostre.
Un gruppo di adolescenti tira gavettoni d’acqua senza preoccuparsi degli altri.
Dico a Zucchetto di allontanarsi. Niente da fare.
Lui non si scompone. Risoluto gli si avvicina e gli dice di non sprecare l’acqua.
Loro non lo degnano di uno sguardo, però si distanziano.

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O2

Era un po’ che non venivo al parco con i bimbi.
C’è uno splendido allegro sole che scalda il corpo e l’umore.
La terra è un po’ fangosa e molle.
Io ne approfitto per scrivere due righe, osservando ciò che mi circonda con maggiore attenzione.
Mi accorgo che ci sono solo bambini piccoli e mi fa pensare.
Forse finito l’asilo gli impegni sono troppi, forse i bimbi si annoiano o forse i genitori hanno altro da fare.
Per me il parco è una bella abitudine che spero di abbandonare il più tardi possibile.
Una passeggiata nel verde non ha età e anche la cara noia aiuta ad ossigenare il cervello.

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