C’è tutto quello che tu l’hai fatta diventare

Ci sono cose che non si possono cambiare…come una canzone, per esempio.
Dentro a una canzone non ci sono solo le parole, il ritmo e le note ma tutte le emozioni incollate da ogni lato.
C’è tutto quello che tu l’hai fatta diventare.
Quindi quando sento un nuovo arrangiamento è come se guardassi una foto ritagliata e con i soggetti cancellati col pennarello. Può essere anche una meraviglia ma per chi l’ha vissuta è un emozione che non si può trasformare.

CONCERTINO ALLA FIERA DEL LIBRO

Oggi il coro ha fatto un concertino nella nostra bella città, finalmente.
Perché cantare in casa, regala una doppia emozione.
Erano in un padiglione della fiera del libro.


Purtroppo non hanno fatto la prova dell’audio e ne hanno pagato le conseguenze. Nonostante abbiano cantato bene, i microfoni erano tutti sregolati, togliendo valore alle esecuzioni.


La presentatrice sembrava molto coinvolta nelle parole che spendeva.

C’era anche il bimbo che interpreta il film di Nicolas (prossimamente al cinema) che ad ogni canzone regalava esclamazioni di gradimento e non si poteva capire dove finisse la parte e dove iniziasse la persona.
Però sembrava veramente emozionato e per una piccola parte del concerto, è rimasto in mezzo al coro.


Io ero in una delle ultime file ma sono riuscita comunque ad emozionarmi.
Per un attimo ho avuto quella lucidità importante che mi ha fatto ricordare dove si trovassero i miei bimbi, di quanta fortuna abbiano avuto e di quanto sia bella questa storia che continua.
E tutte le volte che nelle presentazioni si parla di storia e tradizione, io mi sento parte di un qualcosa, una specie di cerchio che si chiude.
Poi vedere i miei figli impegnati in un simile progetto, mi fa credere che certamente gli lascerà qualcosa, nonostante tutto. Nonostante la paura che si montino la testa per poi sentirsi nessuno appena usciranno.
E qualche pezzetto di canzone mi ha stretto il cuore.

Ho incontrato anche la fan di Torino e ogni volta, provo ad immaginare i ricordi che sta collezionando con le sue bimbe in questi piccoli tour di passione.

Ho conosciuto il figlio della mia maestra di quinta elementare, visibilmente impacciato!

Ho gustato le emozioni di Zucco che finalmente si è fatto coinvolgere.

 

Ma come in tutte le favole c’è il lieto fine di un pomeriggio impregnato di emozioni.

Sono sicura che molte delle persone che hanno passato questo corridoio, tenevano strette grandi emozioni.
Un passaggio che porta ad un mondo un po’ magico e un po’ difficile.
Un percorso che porta a tanti luoghi.
Io ce l’ho impresso in testa e ogni volta che ci passo si ferma il tempo.

 

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Ogni domenica aspetto questo appuntamento alla fine della messa.
Poche note, dolci e un po’ malinconiche, suonate con la chitarra.
Parole di musica parlate dai miei due papà.
Quello terreno che strimpellava nella stanza a fianco, quello divino che parla con le emozioni.

Se stai bene, basta così poco per sentirla, sentirla dentro.
Una musica monotona ma sempre diversa che evoca emozioni.
C’è la nota del movimento sassolini, la nota spumeggiante, la nota di ripetizione.
È un suono che non annoia e si può scegliere o di considerarlo banale o di pensarlo divino.
Questo rincorrersi di musica bagnata a me fa stare bene.

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