SONO SALITA SULLA GIOSTRÀ E…

Ieri sera io e la mia amica siamo uscite anche se il sabato è una serata particolare.
Curiose siamo finite al Giostrà, un locale in Via Mattei a Bologna: un’officina dismessa adibita a discoteca con due sale. Quella principale, l’Arena, formata da vari anelli laterali allestiti con tavoli. La seconda, il Giostrino, un’ampia sala con bar e maxi schermo.
Dopo aver depositato le giacche al guardaroba abbiamo inaugurato la serata con un aperitivo nel “Giostrino”, poi dopo aver raggiunto il nostro tavolo, abbiamo condiviso una cena squisita con dei perfetti sconosciuti. E questa “tavolata dell’amicizia” era un modo originale di conoscere nuove persone! Le portate erano abbondanti e gustose e non siamo neanche riuscite a mangiare tutto!
Dopodiché ha cantato Alex Visi, artista istrionico,  spaziando dagli anni 60/70 al rap, condividendo le canzoni col pubblico intorno all’arena aiutando con le parole sul maxi schermo.

Poi ha seguito un gruppo pop- rock, gli Anthera, che ha cantato un repertorio misto, carico di energia.

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L’altro giorno Zucchetto ha giocato a calcio nello spiazzo sulla spiaggia: una gettata di cemento rosso liscio.Alla sera gli è esplosa una vescica molto grande poiché era scalzo.
Dal male non riusciva a camminare e strisciava la gamba in un modo strano.

Dovendo fare un pezzetto a piedi dalla spiaggia a casa, Zucco ha avuto una delle sue brillanti idee…
Dopo avergli tolto le ciabatte, l’ha preso in spalla e si è trasformato in una specie di robot.
Gli ha afferrato i piedi e muovendosi a scatti, mimando un rumore metallico, l’ha fatto divertire fino a casa.

Mi è piaciuto come ha saputo trasformare una piccola cosa fastidiosa in un gioco divertente.

 

Robot

Ieri mattina ci siamo divertiti. Molto.
Tutti e quattro.
Raggiunta la spiaggia abbiamo provato a giocare a beach tennis nelle varie combinazioni.
Prima io e Zucco poi gli zucchetti con lui.
Dopo qualche tiro ci ho preso la mano, anzi il braccio! e beccavo qualche pallina.
Pian piano iniziavo a divertirmi e un’ora è volata.
La sabbia bruciava ma Zucco ha rinfrescato il campo con un’annaffiatina.
Poi qualche pallina si è aggiunta alle altre prese, trasformando un tentativo in un divertimento.
Quindi eravamo in tre a voler giocare con la costante di Zucco allenatore.
Anche se era molto caldo io non volevo smettere e le continue incitazioni di bravura di Zucco, mi davano grinta. Dopo un po’ ho iniziato anche a scaricare energia quando beccavo la pallina bicolore.
Palla, tira, caldo,ahia.
Ahia.
Piede ahia.
Storta.
Si è girato proprio sotto al corpo in un dolore forte.
Zucco mi ha subito bagnata con l’acqua del tubo e abbiamo dovuto smettere.
Che nervi!
Appena trovato un divertimento ho dovuto lasciarlo. Sigh.

Certi periodi sembrano fatti per non finire mai e più sei annoiato più arrivano gli ostacoli.
La negatività è una sorta di calamita che attrae, così come la positività.
Devo solo riuscire a cambiare polarità.

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ACQUATICITÀ

Ieri mentre leggevo sullo sdraio, mi si è avvicinato un bambino.
Avrà avuto tra i due e i tre anni e voleva prendere la bella palla arancio da basket degli zucchetti.
Dopo un po’ gliel’ho prestata e mi sono messa a parlare con la madre.
In seguito a qualche frase di circostanza, mi ha raccontato della paura dell’acqua che aveva suo figlio.
Era molto preoccupata e aveva già deciso che quest’inverno lo porterà in piscina.
Non sono d’accordo ma ho imparato a star zitta.
Poco dopo sono arrivati gli zucchetti che non vedevano l’ora di tuffarsi nel mare.
Hanno indossato le loro maschere e sono spariti sott’acqua.
Vederli fare il bagno è un vero spettacolo.
Fanno capriole, immersioni e quando possono tuffi.
Mi sono chiesta se la loro acquaticità sia un fattore che hanno nel DNA o se l’hanno acquisita con i due mesi di mare che trascorrono dalla nascita.
Comunque sia ricordo che un anno Zucchetto non ne voleva proprio sapere di fare il bagno.
Io ho aspettato, ho accettato la sua paura e l’anno seguente ha fatto tutto da solo.
Non so da cosa dipenda la paura dell’acqua ma non mi piacciono le forzature sopratutto su una cosa che dovrebbe essere puro divertimento.

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