L’ANELLO DI STEFANO

Stamattina abbiamo fatto un giro al mercato.
I banchetti sono sempre gli stessi e ormai sappiamo riconoscere quelli interessanti.
Però questa volta, abbiamo imboccato una stradina secondaria dove si fronteggiavano dei banchetti artigianali. I primi, esponevano per lo più oggetti di bigiotteria dozzinale ma proseguendo ne abbiamo scovati un paio deliziosi.

Il primo, vendeva pesci di legno, appesi ad una rete.

Pesci di legno

Pesci di legno

 

Il secondo, un orafo, Stefano, che esponeva le sue creazioni di pezzi unici.
Questo genere di oggetti hanno un fascino racchiuso nella loro forma e nella loro storia.
Stefano, il creatore, di mestiere fa l’orafo e per passione inventa gioielli.
Ci ha raccontato come ha fatto a modellare l’anello in argento che mi ha scelto.
Poi ci ha mostrato altri anelli ed io li avrei comprati tutti.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Ed é proprio in questi angoli che fiorisce la nostra terra fatta di artisti, artigiani ed inventori.

Ma perché si ammirano tanto gli artisti?

Qual è la magia dei bambini?

Che cosa c’incuriosisce dei folli?

Tutti hanno qualcosa in comune. Ognuno di loro ci rispecchia.

Ognuno di loro rispecchia la nostra vera essenza: “la follia”.

Ognuno di noi è folle. Quando dormiamo, la nostra follia scappa libera dalla ragione.

Non esistono più il tempo, i luoghi e tutto si mescola disordinatamente.

Al mattino abbiamo bisogno di recuperare la ragione attraverso i riti che ci rimettono nella scatola della razionalità.

Quando ci ubriachiamo o ci droghiamo, ecco che perdiamo la ragione un’altra volta, mostrando parti nascoste.

Quando riusciamo ad esprimerci con l’arte, la follia padroneggia.

Ma forse la vera libertà sta proprio in quella follia repressa.

I nostri equilibri sono costruiti tra regole e morale in un flusso a corrente alternata.

 

Io ci credo a questa cosa. È inquietante ma anche rassicurante.

Inquietante per la perdita di sicurezza, rassicurante per la bellezza nascosta dentro ogni persona.

Poi esiste anche la follia brutta ma questo è un altro discorso.