Nel centro di Bologna in una viuzza defilata e graziosa, c’è una porticina che porta altrove. Entrando si può intraprendere un viaggio ma occorre spogliarsi completamente dalla vergogna ed esser disposti a scendere oltre ai gradini del teatro, nella profondità di sé stessi. Il signor Nino Campisi che accoglie cortesemente, pare l’angelo custode di questo luogo speciale, coi suoi riccioli bianchi e il sorriso serafico.
É il terzo tragitto che i partecipanti percorrono, percuotendo le sensazioni e i pensieri provocati e sollecitati dalla loro guida, Roberta Giallo, anima gentile e generosa che spiega, riflette, suona, canta, diventando il tramite di ognuno. Anche stavolta Lucio il burlone si fa vivo poco prima dell’inizio dell’incontro, facendo partire musichette a caso dalla tastiera sul palco.

La sala é pronta e le sedie nel gioiellino del Navile chissà quante parole, sospiri, silenzi, musiche e temperature corporee avranno assorbito? Perché in un luogo tutto diventa parte di qualcosa.
Il cerchio magico delle parole, raccolte nei viaggi precedenti, si apre come un forziere dai materiali preziosi e ognuno riscopre quelle che ci aveva messo dentro: gemme, perle, legni e carboni, conchiglie e catrame, spine, petali, sassi e ori. Roberta, l’artigiana musicale, fa scegliere le parole e le appoggia con cura sulle note, si mette al servizio degli apprendisti scrittori cercando di modellarle e costruirne una piccola e spontanea creazione, aiutando a scoprire lo stile di ognuno con ascolto, osservazione e sottigliezza. Durante il processo di creazione trapelano slanci di opaca e lucida follia: un canto di sottofondo, una rivelazione sull’amore delle cellule, un’ebbrezza di gioia e l’identificazione con uno sicomoro, albero fruttuoso. L’altrove si palesa negli embrioni di canzoni che fanno i loro primi guizzi di coda e qualcosa cambia, s’allarga e cresce: la consapevolezza di aver attinto a qualcosa di sacro e sconosciuto ma anche di umano e personale. Non é stato un semplice laboratorio di scrittura ma un’immersione profonda in un altrove stupendo.