Siamo tornati alle 3 di stanotte dopo un viaggio infinito. Il gatto ci ha accolto con tante fusa, al contrario di quello che ci aspettavamo.
Poco dopo, mentre i bimbi abbracciavano stravolti le loro coperte, mi sono detta che avrei mollato tutte le valigie in mezzo alla sala e ci avrei pensato il giorno dopo. Ma all’improvviso ho avuto un flash: veloce e tagliente. Dov’era Tesoro il pupazzo di Zucchetto?


Presa dall’ansia ho iniziato a disfare i bagagli, ad aprire buste e sacchetti.
Più cercavo e più cresceva la paura di non trovarlo. Mi ha preso una sensazione di impotenza orrenda e ormai cercavo nei posti più assurdi come se per magia il pupazzo avesse potuto rimpicciolirsi per poter entrare ovunque. Una volta disfatto tutto, mi sono arrabbiata tanto con me stessa, che avrei dovuto scordare qualsiasi altra cosa ma non quello. Sono partiti i ragionamenti sui vari spostamenti da un posto all’altro fino ad arrivare al hotel di Portaventura. Proprio lì c’era un divano letto a trappola che ingurgitava ogni oggetto caduto dai lati. Quindi è iniziata la ricerca su internet della mail e telefono dell’hotel, con l’amaro in bocca…
Abbiamo scritto nel formulario del sito e spedito con il cuore in gola.
Perchè il pupazzo preferito di ogni bambino, è come un pezzo di mamma ed un pezzo importante della sua storia.
Poi siamo andati a dormire alle 4 passate, stanchi e tristi.

Stamattina Zucco ha provato a telefonare ma è riuscito a parlare solo al pomeriggio con un’operatore molto gentile che ha promesso una risposta entro 48 ore.
Nel frattempo Zucchetto non si era accorto di niente mentre Zucchetta faceva facce strane seguite dalle mie occhiatacce.
Il pomeriggio silenzioso è stato spezzato alle19, con una foto del peluche smarrito.
Insieme a lui, la consapevolezza di quanto valore abbiano alcune cose dell’infanzia.

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