LA MATRIOSKA VUOTA

Mi cade l’occhio sulla donna di fronte che si accarezza il pancione stesa sullo sdraio, all’ombra di una tela rigata e un libro.
La invidio perché per me quello è stato il periodo più bello della mia vita.
Mi sentivo parte di qualcosa di superiore, di miracoloso, di divino come “custodire e crescere una vita“. Per cui era sufficiente occuparsi della propria salute, sapendo di farlo per due. E non avere quell’ansia del FARE, dell’ESSERE, del REALIZZARE. Infatti, già ogni singolo giorno era tutto ciò. Il cibo che si mangiava, l’aria che si respirava, il sonno che si dormiva, i passi che si camminavano.
Tutto così semplice ma così grande, superiore ai miseri sogni umani mai sazi.
In quello stato mi sentivo come un meraviglioso recipiente di vita…

Eccolo!

Ieri sono successe molte cose.
Ho deciso di mettere fine alla storia che ho scritto. Ero perplessa perché ogni volta che la rileggevo mancava qualcosa o c’era troppo. Poi ho aperto la posta e ho ricevuto una mail da una signora che gentilmente mi ha fatto un dono: un video del coro mai visto che risale al lontano anno in cui andammo alle Canarie. Con il cuore in gola l’ho guardato e ho capito che quello era un segno e non una semplice coincidenza. Così ho sistemato Continua a leggere

Dentro ogni persona c’è la stessa verità che è quindi universale.
Questa verità è seppellita sotto macerie di paure, delusioni, pigrizia ed i peggiori difetti che si collezionano crescendo.
La purezza di questo centro luminoso emerge quando ci si occupa di un bambino piccolo.
Lui può essere una grande guida.

C’è un continuo scambio tra ciò che gli insegniamo e ciò che lui fa.

Gli s’insegna ad essere gentile, educato e a fare la pace.
Si sorride alle persone.
Ci si stupisce con lui di ogni cosa, come se la vedessimo per la prima volta.
Lo si porta agli spettacoli e ci si ferma a qualsiasi suono della musica: dall’artista di strada alla canzone per radio.
Si leggono storie e si fanno tante domande.

Bisogna fermarsi a questo stadio per rimanere persone migliori.
Tirare fuori questa luce per illuminare la nostra vita.

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OGGI È NATA UNA STELLA, ANZI, LA MIA STELLA

Sette anni fa nacque la mia stella: mio figlio.

Il giorno della sua nascita fu speciale, uno dei più belli della mia vita.

Purtroppo ieri sera aveva la febbre quindi è rimasto a casa da scuola.
Oggi abbiamo pranzato insieme, soli.
Con un piccolo tavolo improvvisato e un cuscinone per terra, abbiamo guardato il filmato di quando era neonato.
Lui diceva che amavo di più quel piccolo nella televisione di lui adesso, perchè esclamavo in continuazione.

La nostalgia non ha tardato a bussare alla mia porta…
Ricordo giornate senza orari in cui lui e sua sorella erano le mie lancette.
Si divertiva a riconoscere gli oggetti che avevamo anche nell’altra casa e mi faceva tante domande sulle età di chi compariva nelle scene.

In realtà mi sembrano passati anni luce non tanto per i nostri cambiamenti fisici ma per quelli dei pensieri e delle emozioni.
Finora è stata una bella strada di sette anni percorsa insieme.
Gli auguro di raccogliere amore senza confini come quello che custodisce nel suo grande cuore.

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