Lo dice anche Pupi!

Nella video intervista a Pupi Avati, di Davide Sannia mi hanno colpito queste parole:

Gli strumenti del dirsi sono plurimi, sono infiniti perché qualunque professione, qualunque mezzo di comunicazione ti mette nella condizione di poter dire chi sei ! il problema qual è che, la maggior parte delle persone, non si pone questo, questo tema, non lo ritiene il tema centrale della propria esistenza dire chi è anzi la considera una cosa per pochi privilegiati e si rassegna ad essere uno dei tanti che al segnale del direttore di sala applaudono o agitano le braccia ai concerti rock o sono i numeri dei votanti dell’Auditel

SOLO I BAMBINI CI POSSONO SALVARE

Forse la causa di tutto questo caos è “il progresso” che non riesco a vedere come “avanzamento” ma al contrario come “distruzione”.

Lui ci ha fatto allontanare dalla nostra natura, come animali allevati in gabbia che non riconoscono il loro mondo.

Parlo di tutte queste automobili, riempite per la maggior parte di un quinto, con una dispersione di veleno gassoso per cinque.
Parlo di tutto questo cemento che ha schiacciato i nostri prati.
Parlo del sapore della frutta che assomiglia sempre di più ad acqua zuccherata.
Parlo delle persone sempre più aggressive e sole.
Parlo dei bambini che devono crescere il più in fretta possibile per trasformarsi in altri adulti in corsa.
Parlo dei “tempi morti” che servivano a riflettere, riposare e rigenerare i pensieri.
Parlo di una corsa incessante verso la giovinezza a tutti i costi.
Parlo di una bellezza estetica omologata che niente ha a che fare con la verità.

Solo i bambini ci possono salvare.

Oggi Manuel ha detto una grande verità spiegando che stiamo perdendo le forme di aggregazione più importanti come il ballo.
Ieri sera eravamo le stesse persone di sempre ma con la musica e il ballo stavamo tutti insieme sotto lo stesso cielo.
E il giorno dopo gli sguardi erano diversi, i saluti più calorosi in una serata di divertimento condiviso.
Ed è sempre più difficile creare queste condizioni in cui il raffreddamento umano globale sembra dilagare.
Anch’io mi ci metto, in prima fila.
Dopo vent’anni che frequento questo luogo non riesco ancora a sentirmi nemmeno un po’ nel mio posto.

A me piace dire sempre la verità ai miei bimbi.
Lo trovo giusto e sano.
Ormai è diventato uno stile di educazione anche quando trovare le parole diventa molto più complicato che cambiare discorso.
Tempo fa, visto che erano più piccoli, tacevo certi argomenti.

Adesso trovo che sia giusto fargli capire fino in fondo chi sono, cosa penso, come vedo le cose.

Avranno tutto il tempo di decidere se e cosa condividere.
Infatti , secondo me, è sbagliato fargli credere cose che non sono.
Credo che crescere e rendersi conto di non aver mai capito realmente certi ragionamenti dei propri genitori, è molto più difficile da grandi che da piccoli.
Se ho dei rapporti complicati, delle preoccupazioni, dei problemi, è bene che loro lo sappiano perché non si può professare la sincerità senza averla.
Il fatto che siano bambini, non significa che non capiscano.
Anzi, spesso sono proprio loro con il loro candore che ridimensionano le cose.

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Dentro ogni persona c’è la stessa verità che è quindi universale.
Questa verità è seppellita sotto macerie di paure, delusioni, pigrizia ed i peggiori difetti che si collezionano crescendo.
La purezza di questo centro luminoso emerge quando ci si occupa di un bambino piccolo.
Lui può essere una grande guida.

C’è un continuo scambio tra ciò che gli insegniamo e ciò che lui fa.

Gli s’insegna ad essere gentile, educato e a fare la pace.
Si sorride alle persone.
Ci si stupisce con lui di ogni cosa, come se la vedessimo per la prima volta.
Lo si porta agli spettacoli e ci si ferma a qualsiasi suono della musica: dall’artista di strada alla canzone per radio.
Si leggono storie e si fanno tante domande.

Bisogna fermarsi a questo stadio per rimanere persone migliori.
Tirare fuori questa luce per illuminare la nostra vita.

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