Apro la porta fragilina, il vetro sbatacchia e devo stare attenta a non romperla.
Entro e mi faccio abbracciare, carezzare, coccolare.
In piedi, mentre aspetto il mio turno, mi sazio con il naso e con gli occhi.
Anche se il posto è piccolo e spartano, il beneficio è assicurato.
Nel mio panificio faccio la cura del “profumo del pane”.

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BUONUMORE AL SAPORE DI MUFFIN

Ieri pomeriggio mi sono divertita.
Sono stata ad un “laboratorio” di cucina e da accompagnatrice mi sono trasformata in cuoca.
Zucchetta mi ha fatto notare che la ciotola a fianco alla sua era libera e così ne ho approfittato.
Anch’io ho indossato grembiule e cappello e mi sono messa all’opera.
Si trattava di mescolare zucchero e burro con un mestolo di legno.
Poi le uova e la farina. Infine la granella con il cioccolato.
Zucchetto diceva robe tremende, tipo che l’impasto sembrava vomito, proprio mentre passava il cuoco.
L’ingrediente più buono è stato “lo scusa”, sussurrato da Zucchetta per come mi aveva trattata poco prima solo perché le avevo sistemato il grembiule.
Mescolare quell’impasto dava grande soddisfazione e finite le mescolanze,
l’abbiamo messo negli appositi recipienti che sono stati infornati per una mezz’ora.
Gli zucchetti sono stati gli ultimi ad abbandonare il tavolo ed era uno spasso vederli leccarsi le dita !

Infine siamo tornati a casa con una trentina di muffin che hanno sparso il loro profumo in macchina e una buona dose di buonumore.

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