FIDUCIA RITROVATA NELL’UMIDITÀ BOLOGNESE

Ieri sono stata a digiuno di parole.
Per tutto il giorno ho cercato di ricomporre tutti i pezzetti della giornata di venerdì.
Una di quelle giornate in cui le emozioni si accavallano senza tregua.
Prima l’esperienza di conoscere dal vivo una ragazza, restauratrice d’infanzia.
La meraviglia nella scoperta di una semplicità così in discesa da farti correre…
Lo stupore di guardare due occhi così chiari e profondi con un’attrazione pari ad una calamita.
Una confidenza subito trovata come se tra noi non ci fossero distanze.
Un susseguirsi di discorsi così pieni e così difficili da fare con la gente che s’incontra. Discorsi di ogni tipo.
Nessuna frase di circostanza ma solo puro interesse reciproco.
Nessun imbarazzo ma solo spontaneità. Al di sopra di qualsiasi aspettativa.
E le ore sono passate in un soffio in mezzo a gioia, umidità bolognese e speranza.
Quando si conoscono persone simili, si riacquista fiducia nel genere umano.

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UNDICI ORE EMOZIONANTI

La prima sensazione che ho provato, mentre camminavo tra disegni colorati e musichette, è stato quel guizzo di gioia che sale, quando ci si pregusta una giornata piena di divertimento.
E tanta meraviglia per gli occhi nel guardare tutte quelle scenografie colorate e giganti.
Lo stupore di chi vede per la prima volta un mondo nuovo.
Ci siamo tuffati in tante avventure percorrendo monorotaie, tazze girevoli, barche, tunnel, cinema, circo, panoramiche, giostre di cavalli, labirinti, casette, villaggi western, ambientazioni marocchine, egiziane, case fatate, e tanto altro.
Gli zucchetti non avevano paura di niente, stupendomi ancora e ancora.
È stato un susseguirsi di emozioni grandi e piacevoli.

La famiglia zucchetti ha passato un’intera giornata a Gardaland.

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ORECCHIE PULITE

Stamattina, miracolosamente, siamo arrivati davanti a scuola in anticipo.
Quindi ho trovato anche il parcheggio vicino.
Spiovigginava e così ho detto agli Zucchetti di aspettare a scendere dalla macchina.
Ho cercato una canzone per radio e ne è iniziata proprio una in quel momento.
Tutti e tre, in silenzio, l’abbiamo ascoltata.
Io ho provato a farlo con orecchie da bambino e la canzone ha acquistato tutto un’altro significato.
La musica non è solo “sottofondo” ma ricordi e significati più o meno importanti.
Ho pensato che le loro orecchie “pulite” potranno scoprire tante belle canzoni, ascoltandole con una meraviglia e un’attenzione più grande di quelle da adulti.
È un esercizio utile che aiuta ad entrare con più profondità nell’arte della musica.

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