LA MIA MAESTRA MI HA PORTATO ALL’UNIVERSITÀ

A 16 anni ho smesso di studiare, anzi, di fingere di studiare. Dopo mi sono sempre arrangiata, ingegnata, risolta, tenendo alto il mio orgoglio, fino a che non ho scoperto di essere curiosa. Cercando sono arrivata a capire che se avessi studiato avrei ottenuto di meglio da me stessa ma con amarezza me ne sono fatta una ragione.
Ieri sono stata per la prima volta in un’aula universitaria, per assistere incuriosita ad una lezione aperta cui avrebbe partecipato anche Ginetta, la mia maestra di quinta elementare con un paio di musicisti e il Prof. Pietro Luigi Clemente, etno antropologo.

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Mentre il Prof. parlava mi piaceva ascoltarlo e non capivo se era molto bravo lui a spiegare, io ad afferrare i contenuti o entrambe le cose. Ha raccontato storie, esempi di scrittura, comunicando grande saggezza e intanto pensavo a quanto potrebbe essere piacevole frequentare una persona così ricca.
Poi ha illustrato l’attività dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve di Santo Stefano dove sono depositati più di 7000 diari, una banca della memoria nata negli anni 80. Il Professore ha sottolineato che la caratteristica principale delle storie consegnate sta nella vivezza più che nella forma o nelle ideologie. L’archivio dal 1984 offre così spazio a diari, memorie ed epistolari. Quest’estate anch’io ho depositato una mia memoria autobiografica e Continua a leggere

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Divento monotona e mi do noia da sola ma è successo ancora e ancora.
Ieri pomeriggio sono tornata ad assistere allo spettacolo “Sur les bords de la France” di e con Ginetta Maria Fino, questa volta con una consapevolezza che mi ha fatto gustare profondamente le emozioni che provavo.
Ancora ho avuto la pelle d’oca e ancora sono scese le lacrime, ancora ho visto una dietro l’altra le immagini che mi scorrevano davanti agli occhi e ancora ho avuto la voglia di ascoltare ancora e ancora la storia di Ginetta impregnata di odori, amarezze e poesia…

SULLE RIVE DEL TAPPETO VOLANTE

Ieri sera ero stanca, molto stanca e avrei avuto voglia di chiudere la porta di casa e andare a letto presto, mentre la pioggia avrebbe fatto musica sul tetto. E poi non ero neanche dell’umore giusto per uscire, non avrei fatto in tempo a cenare e nemmeno a cambiarmi, ma ero già d’accordo con un’amica che mi aspettava sotto casa in perfetto orario; Quindi, mentre l’acqua scendeva scrosciante e i lampi accendevano il cielo e la mia paura, siamo salite in macchina per attraversare la città e nonostante qualche piccolo imprevisto, siamo arrivate in orario. Il parcheggio era distante e le strade desolate in un paesaggio surreale. Finalmente abbiamo intravisto il cartello della Villa all’interno del centro sociale e titubanti Continua a leggere

VIAGGIO ALLA CITTÀ IDEALE

Lavanda e caramelle americane

Sabato mattina ero pronta per accompagnare Ginetta e Pino a Volterra al laboratorio teatrale “Logos” dell’ Archivio Zeta.
Sono arrivati con un anticipo di mezz’ora ma, la mia solita ansia di ritardare, ha fatto coincidere tutto. Ho raccolto le mie due borse: quella patchwork del Messico e quella grezza di juta, ognuna ben organizzata la sera prima, ho salutato la mia piccola tribù e sono salita in macchina. Nel posto dietro un sedile era reclinato per far posto alle varie scenografie tra valigie, ceste in vimini, la lavanda raccolta ieri, conchiglie e caramelle.
Io mi sentivo strana tra la voglia di vivere questa nuova esperienza e la tristezza di non condividerla con il resto della famiglia ma poi l’istinto di sopravvivenza ha avuto la meglio. Eravamo in perfetto orario sulla tabella di marcia ma, dopo pochi chilometri, Gin ha visto un campo di fiori viola e si è voluta fermare a raccoglierne qualcuno. E se da lontano erano incantevoli nella loro macchia di colore, da vicino erano strani, molto meno aggraziati anche se in realtà proprio quei loro bitorzoli li rendevano ancora più suggestivi.

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