IL BELLO È CHE MI FIDO DI TE

Ovunque trovo le tue tracce e stancamente le raccolgo: dal pigiama in bagno arrotolato al mattino ai vestiti la sera. Plastiche vuote nelle dispense in cucina, the accartocciati in giro.

E poi ci sono quei tuoi modi ruvidi che cercano sempre una lunga distanza, come ieri che volevi guardare il telefilm da sola.

A scuola raccolgo giudizi di una figlia nuova, assente ma fin troppo presente.

Sconcertata assisto alla tua agghiacciante gelosia e aspetto, aspetto un gesto di dolcezza per tuo fratello che pende dalle tue labbra.

Ma nonostante tutto lo so, sono presuntuosa e lo so. Che sarai una brava persona, una donna indipendente e stracolma di dolcezza. E anche quando niente mi fa credere questo, comunque, io lo so.

COLPO D’ANTA

Oggi da Mercatopoli, dopo aver scaricato il carrello delle cose usate da vendere, Zucco ha visto una libreria e ha fatto l’errore di farmela vedere.
Un colpo di fulmine.
Mi é piaciuta subito per la forma, il colore e l’originalità.
Era proprio il mobile che avrei voluto per riempire quel vuoto nella sala, quella parete bianca che da anni critico.
Ideale con il nostro arredamento, ideale per la bellezza.
Una libreria con vetrina, tutta in legno massiccio con una vetrata spettacolare.
Peró era fuori programma, assolutamente.
Il prezzo era attaccato sul mobile ma come ben ricordavo, dopo un po’ di tempo che è in vendita, diminuisce.
Quindi costava la metà.
Neanche il prezzo di un armadio in plastica.
Un’occasione da non perdere.
Ma Zucco non era convinto.
Ma io si e tanto.
Ho avuto la certezza che quello era proprio il mobile che cercavo.

Quindi all’ora di pranzo abbiamo acceso una discussione, come ogni volta che siamo coinvolti in scelte materiali.
Io ero proprio convinta e determinata.
C’era qualcosa più forte di me.
Lui diceva che non avrebbe saputo come riempire un mobile così grande, che avrebbe chiuso lo spazio della sala e che non possiamo spendere.
Io ho controbattuto che lo scopo principale era abbellire la sala a prescindere da come l’avremmo riempita, che avrebbe reso l’ambiente più caldo e che a un prezzo simile non avremmo mai più trovato niente.
Gli ho ricordato che anni fa non voleva nemmeno comprare il tavolo per lasciare spazio alla sala..
Tira, molla, tira, molla, tira, “molla”.

Non so quale sia stata la frase che l’ha convinto ma dopo pranzo sono corsa a lasciare un acconto.
Entro una settimana capeggerà di fianco al divano.

Conoscendolo, è stata una grande prova d’amore…

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