OCCHI APERTI

Oggi è accaduto qualcosa d’inverosimile.
Ho aperto gli occhi…Sola sulla collina ho camminato immersa nella natura. E ogni cosa che incontravo lungo il sentiero era viva, interessante e unica. In silenzio ho ascoltato ogni fruscio, caduta di ghianda e spostamento d’erba mentre la salita mi ha ricordato quanto sia fondamentale per godere la discesa. E i colori erano accesi, gli steli poesia e la terra ritorno. Oggi ho compreso che farmi un tutt’uno con la natura mi rivitalizza. I pensieri brutti hanno cambiato forma e quelli bui hanno ripreso luce.

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LA MUSICA IN SERIE B

Ogni anno mi stupisco. Si respira un’aria carica di eccitazione. Al saggio scolastico annuale, osservo frotte di genitori che ammirano i loro figli semplicemente perché sono su un palcoscenico. Però poi, usciti dallo spettacolo, ci si dimentica tutto e materie come musica vengono considerate dalla maggior parte di serie B. Come se fosse un qualcosa in più, come se ne potesse fare a meno. E allora ci si dovrebbe fermare a pensare per capire che anche la musica è un nutrimento di cui l’essere umano ha bisogno. Perché già dal battito del cuore nel ventre della mamma, siamo tutti accompagnati dalla musica…

Ieri la messa mi è piaciuta.
Sono uscita più leggera.
È naturale pensare al senso di colpa che solo la chiesa sa insegnare ma tutto dipende da che angolazione si guardano le cose.
Io lo prendo come un momento di riflessione.

Il Don aveva davanti a sè delle pietre e ad ognuna ha dato un nome: rabbia, odio, punizione, giudizio.
Diceva che ognuno di noi impugna queste pietre nei confronti di molte persone e un’altro nome di questi sassi è l’indifferenza.
Io ho provato a pensare ai miei mucchi di sassi e mi sono sentita pesante e stanca.
Mi guardavo intorno e per molti avevo giudizi negativi…
La mano stretta a pugno dovrebbe unirsi all’altra per pregare.
Pregare per buttare questi sassi.
In questo modo il sasso scivolerà.
Io fatico molto a pregare, è un vociare che non capisco. Come faccio a parlare con Dio con parole di altri?
Preferisco agire.

All’uscita della chiesa mi sono accordata con una mamma per ospitare domani i figli reciprocamente.
Sembrava un segno.
Questa mamma era un’amica che ho frequentato a lungo poi pian piano ci siamo allontanate.
L’indifferenza è stata la pietra che tenevo in tasca per lei.

http://www.leggotenerife.com/1561/sassi-in-tasca/

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