PALLONI SGONFIATI

Ieri in occasione del viaggio a Venezia con il Piccolo coro Mariele Ventre, un genitore degli ultimi bimbi entrati, decantava la velocità con cui imparano le canzoni. Non sono stata granché simpatica ma gli ho detto quello che pensavo, cioè che i bambini del Piccolo Coro non sono dei fenomeni ma semplicemente hanno buone potenzialità, la fortuna di essere nati a Bologna e soprattutto frequentano le lezioni assiduamente.
Per un genitore è meraviglioso vedere i propri figli che cantano in contesti considerevoli come l’ultima partecipazione al Teatro Romano di Verona, però l’Antoniano è anche un campetto dove rincorrere una palla.

 

In questi giorni ho maturato un pensiero.
Qualche giorno fa ho visto su Youtube un filmato che parlava della liberalizzazione delle droghe leggere.
Mi ha colpito e mi ha fatto capire che non sono i divieti ad evitare i guai ma i ragionamenti che ci stanno a monte.
C’è molto più lavoro di pazienza e tolleranza, dietro alla scuola del ragionamento, rispetto a delle regole da seguire.
Io sono sempre stata una ferrea sostenitrice delle regole ma solo ora sto capendo quanto tolgano creatività e umanità agli individui.
Certo, le regole sono indispensabili per vivere in società ma l’eccezione, qualche volta è sintomo di sensibilità e non di debolezza.

In casa nostra finora è andata così ma ora qualcosa sta cambiando.
Grazie al mio specchietto retrovisore (Zucchetta) mi sono accorta di quanto questa osservazione alle regole sia esagerata.
L’ho sentita sgridare il fratello con le mie stesse parole che, uscite dalla sua bocca, hanno avuto un altro suono.
Un suono sgradevole da intonare.

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