TUTTO IL RESTO

La memoria è necessaria per ricordare le cose brutte affinché non si ripetano, così come è necessaria per ricordare le cose belle perché accadano ancora.

Ieri sono tornata a Pieve Santo Stefano, in occasione del concorso Saverio Tutino che raccoglie storie di memoria grazie al mio scritto: “MI MU MA, di Mio, di Musica, di Mariele“, una storia fatta di musica e accudimento, di contraddizioni e famiglia.


E dentro questa storia, resta di spalle Mariele, una piccola donna dalle grandi imprese, prima fra tutte la capacità di inventare uno spazio educativo e musicale a misura di bambino, proteggendone la spontaneità pur richiedendo il massimo da ognuno.
Ed è proprio questo che avrei voluto trasmettere con la mia storia ma come spesso accade, forse, si vede solo lo Zecchino d’Oro e tutto il resto rimane sconosciuto.
Tutto il resto.
Ecco, questo per me, che sono diventata madre, è stato un modello educativo immenso che goffamente ho provato a seguire.

Servivano gli occhi gioiosi e lo sguardo aperto per riuscire a leggere oltre alle apparenze senza necessariamente dover trovare tragedie o brutture. E ringrazio di cuore Ivana, la lettrice che ha scelto il mio diario portandolo nella sezione della lista d’onore, aprendo un varco per la mia storia che in realtà è quella di tanti, tantissimi bambini grati.

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LA STANZA DEI BOTTONI

La stanza dei bottoni tratto da:
“MI MU MA di Mio, di Musica, di Mariele” di Francesca Bernardi
Durata: 3′.59″ narrato da F.C

In questo brano racconto com’era la prima sala d’incisione dell’Antoniano,
operativa fino al 1980.
Il ricordo è quello di una bambina, ex corista del Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Mariele Ventre.