Ero nella penombra, seduta sul letto imbambolata. Lui è uscito dalla stanza per andare in bagno ma poco prima di oltrepassare la soglia, si è girato dicendomi:  “Lo sai che sei sempre l’ultima che saluto perché per me sei importante, anzi, la più importante”.
E mentre resto intorpidita dalla digestione e dalle sue parole, mi do della stupida.
Senza rendermene conto sono alla continua ricerca di conferme che mi facciano sentire giusta e importante.

Ma non c’è lavoro, non c’è amicizia, non c’è amore che possa avere lo stesso effetto di una simile frase detta da un bimbetto di nove anni: mio figlio…