Eccomi di nuovo alle prese con una cerimonia.
Il fatto è che ogni volta la vivo come un conflitto perché da un lato adoro le feste ma dall’altro non mi piacciono le formalità.


Le formalità devono adempiere al rispetto dell’esteriorità che sinceramente è qualcosa che disdegno.
Forse a causa del mio egocentrismo, mi piace metterci del mio, perché sono io a voler dare una forma a ciò che faccio e non il contrario.

Quindi sono tornata alle prese con l’organizzazione Comunione, stavolta di mio figlio.

Il primo pensiero è stato, ahimè, l’abbigliamento: gli ho comprato una giacchetta, una camicina ed il farfallino da lui richiesto. Poi indosserà jeans e tennis.

Abiti

Il secondo, il regalo nostro e dei nonni. Per giorni e giorni abbiamo contrattato tra varie opzioni, cercando di illustrargli tutti i pro e i contro. Ma lui, determinato, ha continuato imperterrito con la sua richiesta: un IPod Touch per, come dice lui: “fare foto, ascoltare musica e giocare”…ma in realtà l’ordine reale sarebbe: giocare, fare foto e ascoltare musica….

Poi mi sono scervellata alla ricerca di qualcosa di speciale da fare, che non fosse la stessa modalità della Comunione della sorella. Il tutto dovendo fare i conti con un tempo imprevedibile ed un budget economico.
Ho pensato ad una passeggiata a cavallo (se piove?), ad un combattimento in un laser game(squalliduccio), ad una corsa con dei go –kart (pericolosino?), ma non ho scelto nulla di tutto ciò.
Alla fine ho dovuto ripiegare sul classico agriturismo.
Quindi per movimentarlo ci siamo inventati un regalo pazzerello: Limited Edition Sphero 2.0. 

 

sphero
Ho il terrore che i videogiochi anestetizzino i miei figli ma credo anche che come tutte le innovazioni si debba essere capaci di trovarne il lato “umano” ovvero quello creativo.

Probabilmente questo Sphero animerà il dopo pranzo e certamente incuriosirà la piccola tavolata.

Con una sola settimana di anticipo mi sono accorta che nessuno della parrocchia aveva pensato al filmato, così mi sono attivata tra mail e telefonate coinvolgendo nella spesa quasi tutti i genitori dei bambini che faranno la comunione.
E mi accorgo che è sempre più faticoso catturare l’attenzione delle persone, prese da sempre più impegni.

Per le bomboniere, inizialmente avevo proposto a Zucchetto di non farle, considerando la massiccia quantità da distribuire al coro ma la sua faccetta triste ha dato uno scossone al cervello che ha sfornato, con la collaborazione di Zucco, una piccola idea, economica ed originale.

Per la cerimonia, ho fatto le prove con il coro della parrocchia, per cantare un salmo che certamente sarà colmo di emozione.

Infine manca solo che arrivi domenica per festeggiare con grande gioia un altro passo verso la Crescita.