Un giorno, potrei raccontare di essere una donna con una vita piena e soddisfacente; Una splendida famiglia con una convivenza che vanta 25 anni, un lavoro come ricercatrice d’arte, uno in divenire come assistente di un’associazione musicale, una passione per il canto che mi farà esordire in una band musicale. Una vita intensa anche per i miei figli che fanno parte del coro più importante d’Italia e per i quali non nutro alcuna ambizione che non sia altro che la libertà di scelta.

Un altro giorno, potrei raccontare di essere un’inquieta che vive nella continua ricerca di un equilibrio e della “verità”. Sposata con un marito che mi sopporta e con due bimbi energici ed impegnativi. Senza alcun titolo di studio mi arrabatto tra un noiosissimo lavoro di ricerca d’arte ed un altro di cui non conosco la strada nè il guadagno. M’illudo di poter ancora usare la mia voce, pur non avendo studiato né mai preso parte a nessun gruppo musicale. Ho una vita incasinata, soprattutto emotivamente parlando e non mi do pace con la ricerca continua di significati.

I miei figli frequentano un impegnativo ambiente dello spettacolo anche se faccio di tutto perché non “appaiano” ma “siano” con grandi dubbi e fatiche.

Quale delle due versioni?…….