Ieri mattina ho scelto di accumulare un po’ di lavoro per accontentare Zucchetto.
Mi ha chiesto di andare a vederlo in piscina durante l’orario scolastico.
Così sono andata e Zucchetto, appena mi ha vista, mi ha regalato uno di quei sorrisi che ti fanno dimenticare ogni cosa.
Altre volte su richiesta delle maestre collaboravo ad aiutare anche le compagne ma a sto giro, ci sono andata “solo per lui“.
Dopo la confusione umida negli spogliatoi, mi sono accomodata su una sedia davanti al vetro, in prima fila. Ho evitato appositamente altre mamme che certamente mi avrebbero distratto dal mio intento.
E così l’ho guardato tutto il tempo, come si fa quando sono molto piccoli che si ha quella curiosità viva.
Si divertiva insieme ai suoi amici mentre batteva forte i piedi per il riscaldamento.
Io lo guardavo rapita da tutta quella sua gioia che trasmette anche attraverso un vetro.
Poi è arrivata una maestra ma l’ho solo salutata.
Alcune mamme, approfittavano per parlare con le maestre dei loro figli e chiaramente erano discorsi di profitto, metodo, studio.Io le sentivo, di spalle e per un attimo ho avuto una sensazione di Fortuna Immensa:
Mi sono detta che stavo guardando mio figlio, che poteva nuotare grazie ad un corpo sano fatto di braccia, gambe, cuore e tutti gli infiniti meccanismi che si danno sempre per scontato.
Mi sono detta che avevo un figlio che poteva ridere contento senza i pesi di altri bambini.
Mi sono detta, guardando quell’acqua azzurra, che grazie ai miei figli, posso finalmente bere…

