L’arte di partecipare

Succede.

Succede che vedi un’opera d’arte e la ammiri e la respiri e decidi di farne parte.

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C’è tutto quello che tu l’hai fatta diventare

Ci sono cose che non si possono cambiare…come una canzone, per esempio.
Dentro a una canzone non ci sono solo le parole, il ritmo e le note ma tutte le emozioni incollate da ogni lato.
C’è tutto quello che tu l’hai fatta diventare.
Quindi quando sento un nuovo arrangiamento è come se guardassi una foto ritagliata e con i soggetti cancellati col pennarello. Può essere anche una meraviglia ma per chi l’ha vissuta è un emozione che non si può trasformare.

Modelli di “Barbie”a cui ispirarsi?

Lo ammetto, la Barbie mi è sempre stata antipatica e l’unica che ho amato era la Skipper forse perché con un semplice gesto del braccio cresceva come avrei voluto crescere io…ma la Barbie proprio no con quella faccetta perfetta, il fisico mozzafiato e tanti capelli lunghi e biondi!
Ma i tempi cambiano e anche i produttori di giocattoli, che sono più attenti alle esigenze dei bambini di oggi (o ai genitori, bambini di ieri?). Quindi s’inventano le Barbie intelligenti, quelle colte, quelle sportive, quelle grasse, quelle basse e i Ken normali perché i bambini possano avere dei riferimenti più realistici cui potersi ispirare.
Nella nuova linea di Barbie che uscirà domani, in occasione della festa della donna, troviamo: una “Prima Ballerina”, una “Campionessa di Scherma”, una “Campionessa di Ginnastica Artistica”, una “Modella Curvy”, una “Campionessa di Pallavolo”, una “Chef di fama mondiale”, una “Artista indimenticabile”, una “Regista”, una “Matematica e Fisica alla Nasa”, una “Campionessa di Box”, una “Aviatrice e Pioniera”, una “Capitano della Nazionale femminile italiana”…
Lo slogan finale: “Puoi essere tutto ciò che desideri”.

Quindi lo standard della bellezza è stato sostituito dalla professione.
Manca ancora una cosa: “la normalità“…

C’è da fare a Radio Deejay!

Quel pomeriggio che Fabio Volo è venuto all’Antoniano, io ci ho provato a chiedergli di raccontarmi la sua storia per il sito di Testimonianze Musicali. C’è quasi sempre un punto di contatto tra le canzoni dello Zecchino d’Oro, quelle del Piccolo Coro e l’infanzia di chi ti trovi di fronte. E se è un’artista che quasi fiero  (e magari un po’ ignorante) ti risponde che è cresciuto col jazz o il rock o che ne so (e allora spesso chiedo: “Daresti mai dei tortellini a un neonato? O prima gli omogeneizzati?! – come se nella musica non dovesse esistere un tempo di ascolto – ) allora a quel punto faccio domande sui figli (ma quasi sempre si seguono le proprie orme) o sulle esperienze recenti.
Fabio niente, inattaccabile, anzi, impossibile intervistarlo. Poi leggo una notizia di Radio Deejay che parla dell’ultimo video del coro con Lo Stato Sociale…e allora si riaffaccia una speranza… prima o poi torno alla carica!
Ma che senso ha raccogliere interviste o storie da chi non conosce questa realtà? Il piacere è inverso: quello di fargliela conoscere trasmettendogli il grande e storico valore…E se Radio Deejay nomina il Piccolo Coro “Mariele Ventre”, “Zecchino d’Oro”…c’è da fare!

https://www.deejay.it/news/lo-stato-sociale-il-video-della-versione-dello-zecchino-doro-di-una-vita-in-vacanza-e-stupendo/553321/

Fantascienza “Cuore Bambino”

Questa foto sembra “fantascienza”, infatti riunire 60 elementi da tutta Italia, che nemmeno si conoscono tra loro, per cantare una canzone, ha dell’incredibile. Ma proprio chi crede fortemente in qualcosa è destinato a realizzarlo, soprattutto quando il suo credo si allarga ad un valore, una radice, un flusso buono.

“Una generazione che ignora la storia non ha passato… né futuro.”

Non l’ho detto io ma Robert Anson Heinlein che, guarda caso, è stato un autore di fantascienza…

“L’Attesa” è breve per scoprire di che cosa si tratta…basta aspettare fino al pomeriggio della vigilia di Natale, su RAI1 nel programma: “L’attesa”.

La passione del presidente Scaletta

Qualche volta penso che tutta questa necessità di radici che cerco all’Antoniano, dipenda dal fatto che quelle familiari abbiano origini quasi sconosciute. Mio nonno, per esempio, era una persona molto importante che tutti stimavano e chiamavano Commendatore, quando andavamo a trovarlo alla Spezia. Addirittura aveva fondato a Lucca, una scuderia di automobili da corsa, una delle sue grandi passioni. Di lui ricordo i cappotti eleganti, la pipa metallica per parlare e una faccia da simpatica canaglia. Credo abbia avuto una vita molto intensa e sicuramente sopra le righe per quei tempi. Di lui non ho nulla se non un fermacravatte che mi regalò mamma, miliardi di anni fa. Quante volte ho litigato con lei per tutti i pensieri cattivi che le dicevo, visto che è stato un nonno praticamente assente..Ma la cosa di lui che tengo stretta è la convinzione di aver ereditato la sua energia, la sua resilienza che certamente avrà dovuto avere per ricostruire tutto ogni volta. Ho scelto di credere questo.