Fantascienza “Cuore Bambino”

Questa foto sembra “fantascienza”, infatti riunire 60 elementi da tutta Italia, che nemmeno si conoscono tra loro, per cantare una canzone, ha dell’incredibile. Ma proprio chi crede fortemente in qualcosa è destinato a realizzarlo, soprattutto quando il suo credo si allarga ad un valore, una radice, un flusso buono.

“Una generazione che ignora la storia non ha passato… né futuro.”

Non l’ho detto io ma Robert Anson Heinlein che, guarda caso, è stato un autore di fantascienza…

“L’Attesa” è breve per scoprire di che cosa si tratta…basta aspettare fino al pomeriggio della vigilia di Natale, su RAI1 nel programma: “L’attesa”.

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La passione del presidente Scaletta

Qualche volta penso che tutta questa necessità di radici che cerco all’Antoniano, dipenda dal fatto che quelle familiari abbiano origini quasi sconosciute. Mio nonno, per esempio, era una persona molto importante che tutti stimavano e chiamavano Commendatore, quando andavamo a trovarlo alla Spezia. Addirittura aveva fondato a Lucca, una scuderia di automobili da corsa, una delle sue grandi passioni. Di lui ricordo i cappotti eleganti, la pipa metallica per parlare e una faccia da simpatica canaglia. Credo abbia avuto una vita molto intensa e sicuramente sopra le righe per quei tempi. Di lui non ho nulla se non un fermacravatte che mi regalò mamma, miliardi di anni fa. Quante volte ho litigato con lei per tutti i pensieri cattivi che le dicevo, visto che è stato un nonno praticamente assente..Ma la cosa di lui che tengo stretta è la convinzione di aver ereditato la sua energia, la sua resilienza che certamente avrà dovuto avere per ricostruire tutto ogni volta. Ho scelto di credere questo.

Nessuna lacrima grazie a Fabio Volo

Quel pomeriggio sarebbe arrivato all’Antoniano Fabio Volo e grazie alla collaborazione di Angela, ho avuto la possibilità di fargli qualche domanda per Testimonianze Musicali. Speravo di raccogliere un pezzetto della sua storia tempestandolo di domande sulle canzoni, facendo leva sui ricordi dell’infanzia, cercando un qualsiasi appiglio ma lui mi ha risposto come tutti quelli che non conoscono il mondo dello Zecchino d’Oro dicendo: “Noooo io da bambino giocavo fuori, non stavo davanti alla TV”, così io gli ho spiegato che la manifestazione dura solo 4/5 giorni all’anno…ma ciò nonostante ho raccolto qualcos’altro, molto di più.
Per incontrarlo sono scesa nella mensa dell’Antoniano, ho respirato il profumo del pane e ho trovato un ambiente tutto nuovo, accogliente, colorato, caldo. Non l’avevo ancora vista la mensa nuova e anche se il mio animo nostalgico si è stretto forte, è stato bello accadesse così. Non c’erano più il trenino, le sedie di legno rumorose, il pavimento color ruggine ma ne è rimasto il calore.

Mariele continua a fare regali

Certo, sto vivendo un’altra coincidenza…infatti oggi canterò insieme ai miei amati “Vecchioni di Mariele”, la sigla che ha battezzato tutti gli Zecchini cui ho partecipato: dal 1976 al 1984: “Ciao amico”.
Tornerò nello stesso studio, con le stesse persone, cantando la stessa sigla ma questa volta l’emozione sarà diversa…perchè Mariele continua a fare regali…

CHI È LEI?

Quando ho scattato questa foto ero nel camerino di uno studio televisivo, chiamata per caso poche ore prima. Ricordo perfettamente che ho avuto un momento di smarrimento quando vedendomi riflessa nello specchio ho visto l’altra che mi ha chiesto che cosa stessi cercando. Perché é così che mi sono abituata ad andare avanti, giorno per giorno, cercando di avere sempre tutto sotto controllo. Ma questo attaggiamento rivela soltanto insicurezza e paura. Tutte le volte che ho mollato la presa, mi sono scoperta incredibilmente coraggiosa, creativa e leggera. E anche in quel pomeriggio d’estate dopo l’esperienza in quello studio romano, ho capito quanto sia importante cavalcare le onde di vento e di mare, quelle che innalzano e quelle che affogano. Meglio il continuo movimento che una terribile immobilità.