Prima media e molti centimetri in meno rispetto ai compagni.
Ma ognuno ha i suoi problemi, si sa, le sue differenze da superare.
Anche mia figlia non è mai stata alta ma, dalla sua, ha sempre avuto una forte autostima o forse, semplicemente un forte orgoglio che mi ha spesso tenuta alla larga dalle sue questioni. Fratello e sorella, diversi, come dev’essere e di conseguenza il modo di trattarli.
Lei, dal secondo giorno di scuola non vedeva l’ora di andarci da sola, lui ha paura di esser portato via. Quindi hanno fatto il viaggio insieme per qualche volta ma l’incantesimo si è rotto in fretta.

fratelli

Volendo non avrei nessun problema ad accompagnarlo in macchina come ho sempre fatto ma Continua a leggere

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Il 16 dicembre del 1995 morì Mariele.
Lavoravo in un negozio di scarpe e fecero storie per darmi la giornata libera.
Ma dovevo andare al funerale della mia maestra.

Ho un ricordo sfocato e sofferente di quel giorno in cui davanti alla chiesa di S.Antonio incontrai Continua a leggere

SPOTIFY A PRANZO

Non andava proprio bene. 

Ci eravamo ridotti che durante i pasti c’era sempre la TV accesa e i bimbi guardavano i cartoni.
Un pasto in ipnosi.
E il bello è che, partite sporadiche a parte, noi siamo i primi a tenerla sempre spenta.
 

Ma quando le cose non vanno, si devono cambiare così, io e Zucco, dopo le prime forti ed inevitabili resistenze ci siamo opposti.

Cambio regola: tv solo a cena.
Abbiamo cercato un’alternativa e a pranzo ora vige la Musica grazie a Spotify.
Scegliamo quale genere ascoltare e siamo riusciti a limitare la TV.
 

Fino all’anno scorso se ne vedevano dappertutto…
Questi fagotti informi, muniti di scalette bianche che si arrampicano sopra i muri delle case.
Sono i Babbi Natale ladri.
Quelli che rovinano la reputazione di quel Babbo Natale che arriva sulla slitta di notte e nessuno lo deve vedere.
Perché la fantasia dev’essere sostituita da cose che si vedono. Perché non c’è più tempo per immaginare.

 

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La fortuna dei bimbi di oggi è che potranno ritrovare molte tracce della loro identità.
Perché l’identità è fatta anche di ricordi, collage del passato, pezzetti di vissuto.
Con le strepitose tecnologie di cui siamo circondati, avranno molto materiale sul quale poter ricordare.
Beati loro.

Lo so che è sbagliato isolarsi dal mondo.
Invidio molto le persone informate ma dopo qualche goffo tentativo, torno nel mio guscio.
Poi mi succede che se ascolto certe notizie, mi prende l’ansia e mi ritrovo catapultata in un vortice di pessimismo, il più nero.
Anche stasera un orecchio e anche un occhio sono scappati su un programma che parlava di politica, corruzione, disastri a chissà quante persone.
Ma allora io mi domando:” Come hanno fatto a diventare così? Dove hanno vissuto? Quali esempi hanno avuto?”

E mi rituffo a capofitto nel mio microcosmo, facendo di tutto per renderlo migliore.

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Ieri nella buchetta della posta, sono tornate le lettere degli “Gnagni”.
Gli Gnagni, sono dei piccoli mostri, arrivati da Fantasilandia, quattro anni fa.
Questi pupazzi sono composti a loro volta di altri elementi, nonché:
Il sig. Cuore, il sig. Intestino, il sig. Fegato, i signori Polmoni e non per ultimo d’importanza, il sig. Cervello.
Ognuno di loro ha un suo carattere e delle cose da dire.
Comunicano con gli zucchetti, attraverso lettere a cui loro rispondono.
Questo gioco mi aiuta a dirgli cose con una voce diversa.
È un piccolo spazio magico in cui loro s’infilano insieme a me.
Entrambi ci credono.
Non alla magia dei pupazzi ma alla magia del nostro gioco.

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