Nessuna lacrima grazie a Fabio Volo

Quel pomeriggio sarebbe arrivato all’Antoniano Fabio Volo e grazie alla collaborazione di Angela, ho avuto la possibilità di fargli qualche domanda per Testimonianze Musicali. Speravo di raccogliere un pezzetto della sua storia tempestandolo di domande sulle canzoni, facendo leva sui ricordi dell’infanzia, cercando un qualsiasi appiglio ma lui mi ha risposto come tutti quelli che non conoscono il mondo dello Zecchino d’Oro dicendo: “Noooo io da bambino giocavo fuori, non stavo davanti alla TV”, così io gli ho spiegato che la manifestazione dura solo 4/5 giorni all’anno…ma ciò nonostante ho raccolto qualcos’altro, molto di più.
Per incontrarlo sono scesa nella mensa dell’Antoniano, ho respirato il profumo del pane e ho trovato un ambiente tutto nuovo, accogliente, colorato, caldo. Non l’avevo ancora vista la mensa nuova e anche se il mio animo nostalgico si è stretto forte, è stato bello accadesse così. Non c’erano più il trenino, le sedie di legno rumorose, il pavimento color ruggine ma ne è rimasto il calore.

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IL DOPO ZECCHINO FRANCESCANO

Da quattro anni a questa parte, dopo lo Zecchino d’Oro si svolgeva una festa nella mensa dell’Antoniano per bambini e genitori. A seguire, un’aggregazione di piccoli cantori, affezionati, animatori e spettatori nel cinema. Alle 22 spegnevano le luci di tutti i riflettori e ognuno se ne tornava a casa propria.
Era un’occasione d’incontro tra tutte le persone coinvolte con lo Zecchino d’Oro.
Purtroppo però, la mensa può accogliere solo un certo numero di persone che negli anni sono aumentate fino a rendere ingestibile la situazione, compromettendone la sicurezza.

Il primo Zecchino cui partecipò mia figlia, confesso che rimasi basita dall’accoglienza ai coristi, dopo la trasmissione: un corridoio di persone ad applaudirli, pari a dei piccoli divi. Ma in un coro si è in tanti ed è impossibile condividere tutto.

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