LA SIGNORINA CHE PROFUMAVA DI MENTA

0114

Il 16 dicembre del 1995 morì Mariele.
Lavoravo in un negozio di scarpe e fecero storie per darmi la giornata libera.
Ma dovevo andare al funerale della mia maestra.

Ho un ricordo sfocato e sofferente di quel giorno in cui davanti alla chiesa di S.Antonio incontrai persone che non rivedevo da una vita ma, no, quello non era il momento in cui avrei voluto.
E poi un fiume di gente che travolgeva in un dolore comune.
Le persone accalcate, la confusione ed io che non riuscivo ancora a rendermi conto che avevo perso la mia maestra.

Perché di tutta la mia infanzia è stata la sola ad insegnarmi tanto.
Non solo canzoni, non solo musica.
Del mio carattere spumeggiante lei ne aveva fatto una risorsa ed in quella scuola mi sentivo come a casa.

E lo stesso pomeriggio del funerale, decisero di registrare una trasmissione, “Ciao Mariele”, in un clima inverosimile.
Cino Tortorella faticava a parlare e alla fine cantammo a Mariele l’Ave Verum che lei tanto amava.
Io la imparai quello stesso giorno e me la portai dietro anche in seguito, al mio matrimonio.

A distanza di vent’anni sono piena di rimpianti per tutto quello che non sono riuscita a dire, fare, chiedere, ringraziare e considerare della mia cara maestra.
La cara signorina Mariele dalle mani lunghe, la voce bassa ed il suo profumo di caramelle alla menta.
E quel suo viso espressivo con cui comunicava ogni cosa. Disappunto e approvazione. Dolcezza e fermezza.
In un istante.

Stasera la ricorderemo al cinema dell’Antoniano di Bologna, con un concerto a lei dedicato.
Canteranno i bimbi del Piccolo Coro diretti da Sabrina Simoni, le Verdi Note e Cristina D’Avena.

In suo omaggio ho invitato due musicisti, perché possano essere altri testimoni di una tale ricchezza umana e musicale.
Perché trasmettere credo sia il modo più degno di ricordarla.

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2 Comments

  1. Ricordo perfettamente quel 16 Dicembre di 20 anni fa. Ricordo lo smarrimento, nell’apprendere in modo del tutto fortuito della Sua scomparsa; ricordo il senso di vuoto, la testa come un pallone, il non potermi confidare con nessuno, non sapere con chi condividere quel dolore. Perché io, Mariele non la conoscevo. Non personalmente. Eppure, era una presenza amica, con il suo fortissimo carisma e quel piccolo, grande Coro che cantava attraverso le sue magiche mani. Non posso dimenticarla, la signorina Mariele e ogni 16 Dicembre che passa, sembra ieri…

  2. L’ho sempre adorata, quando ero bambina e anche da ragazza. La vedevo molto forte, determinata e allo stesso tempo dolce e modesta, carismatica e simpatica, perfezionista e appassionata. Questa è l’immagine che scaturiva dalla televisione, non avendo potuto conoscerla di persona.

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