CI HANNO PORTATO DA PAPA FRANCESCO

Sabato siamo stati dal Papa, anzi, sono stati dal Papa.

Perché grazie alla loro musica, ci hanno portato fino in Sala Nervi a Roma.

Quando si entra si deve fare un gran respiro e ci si deve fermare ad osservarne la magnificenza.
Una sala da 12000 posti dove un Cristo risorge dalla bomba atomica in una scultura inquietante.


E dopo un viaggio massacrante per noi (genitori) e stupendo per loro (i piccoli coristi) eccoci qui.

E il mio solito moto emotivo mi ha mosso i meccanismi dell’anima su alcune note, quelle dei canti sacri dove la voce del coro si avvicina al cielo e al mio passato.

I brani eseguiti sotto la direzione impeccabile di Sabrina che insegue la perfezione.


Poi un abbraccio con una mamma che ha parlato al cuore in un essere così fragili e bisognosi dell’altro, del non sentirsi soli.

E le chiacchiere in pullman a rivelare pensieri custoditi, diventati poi azioni.

Ma sono veramente troppe le cose che succedono in un viaggio: dalla stanchezza della sveglia troppo presto al vigilare sempre e comunque sui propri figli che valgono più della nostra stessa vita.

Poi dopo tanti discorsi faticosi dei vescovi, in occasione del 50 anniversario del sinodo, sono arrivate le parole del Papa dentro una stanchezza incredibile.
Perché lui è “dentro alla chiesa”, non sopra e la piramide è al contrario, con la punta giù, dove non deve esserci il potere.
Poi la famiglia con tutti i suoi problemi ed i bambini che sono il futuro.
E il nostro futuro, cantava composto e stranito da un tale evento.
Dopo il sinodo una sorpresa inaspettata del Papa, in una saletta, a dirgli che erano stati bravi e a cercarli intorno, senza timore mentre toccava le loro teste e spalle in un desiderio ed una curiosità comune.

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Tutti che lo fissavano con incredulità in un piccolo pezzo di tempo, solo loro.
E noi genitori che dalla sala Nervi guardavamo nel monitor, attoniti questa sorpresa, piangendo ed esultando.Papa 1978

E se penso a qualche tempo fa, ripenso al mio Angelo, che fatica molto a tenermi a bada ma che ha accontentato questo mio desiderio.

Dal 1979 al 2015 si è chiuso un piccolo cerchio. Quello di una piccola ruota che deve ancora continuare a girare….

FB

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8 Comments

  1. Credo che l’emozioni sia uno stato d’animo troppo forte da raccontare; penso che cantare in un luogo così possente sia un’esperienza unica. Un cerchio sì, che va a chiudersi, un incontro importante e comunque, denso di segni e significati, al di là del credo di ognuno. Il tuo Angelo, se dello stesso stiamo parlando, ha occhi – e orecchie- sempre vigili…

  2. io ho enorme stima per questo papa, credo sia una delle poche persone universalmente pubbliche realmente positive della nostra era…

    sono felice che avete vissuto quest’emozione, ancor di più per chi ha un altro sentimento nei confronti del mondo del “credo”

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