UNA GOCCIA ALL’ESPOSIZIONE MONDIALE

La sveglia ha suonato alle 5.30 rompendo buio e sonno.0

Alle 6.45 eravamo pronti per salire sul pullman n° 2 (ogni volta lo stesso dubbio: 1 o 2?!)
I bimbi hanno preso subito le loro posizioni, vicino agli amici, in fondo. Io e Zucco a metà.

Dopo pochi chilometri la solita prima tappa davanti ad un centro commerciale, dove sono saliti gli altri.
Eccoci tutti pronti, diretti all’Expo a Milano.

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Il Piccolo coro era l’ospite della festa organizzata da MSC crociere per un’iniziativa charity a favore di Unicef contro la malnutrizione dei bambini in Africa.

Durante il viaggio ci siamo mescolati tra chiacchiere e tablet.

Arrivati a destinazione, una folla immensa popolava le file degli ingressi. Così dopo aver raccolto i vari zaini e trolley, ci siamo accodati in una fila “staff” che stranamente era uguale alle altre.
Poi ci ha raggiunti una ragazza per farci percorrere una scorciatoia che ci faceva calpestare il prato (con sgridata di un operatore) e tagliare file (con improperi di alcuni presenti) in un marasma generale, mentre alcuni cercavano di infilarsi nel nostro gruppo. Finalmente abbiamo raggiunto i tornelli dove, in fila per due più un accompagnatore, abbiamo avanzato.

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E in tutta quella confusione ci sono momenti di panico in cui, anche se per pochi attimi, t’immagini possano accadere le cose peggiori ai tuoi figli (smarrimenti, rapimenti, pazzie…). Vabè.

Poi siamo entrati nell’auditorium,4 5 6

una sala grande con un bel palco e tanti puff colorati dalle varie forme.

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Un’operatore della MSC  (lo stesso della sigla: https://www.youtube.com/watch?v=A7rFcy4id0o) ci ha salutato, ringraziato e spiegato che le posizioni durante lo spettacolo :a sinistra la stampa, in mezzo i genitori e a destra lo staff msc.
I bimbi si sono sistemati sul palco (con i vari predellini in legno) nelle loro postazioni, per svolgere le prove audio. Noi genitori ci siamo sparpagliati dopo aver appoggiato i bagagli con le divise nel retro, in un lungo corridoio corredato, una volta tanto, di sedie. In un angolo riposava la mascotte della MSC… 12
E via alla scaletta musicale tra uno sbadiglio, una risata isterica o uno sguardo perso, sotto la direzione di Sabrina Simoni.

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All’una passata ci siamo mescolati nella folla dell’expo per cercare il padiglione eataly dove avevamo i buoni per il pranzo. Eravamo un gruppo di dodici ma non c’era il tempo per accontentare le preferenze di tutti, così ci siamo infilati nel ristorante toscano. Una mamma ha cercato dei posti per i bambini, sistemandoli al piano superiore alla bell’e meglio, mentre i genitori aspettavano il loro turno.13

Ma arrivati alla cassa, i buoni non passavano il codice a barre e i minuti correvano veloci insieme ai crampi della fame. Alcuni genitori hanno cambiato posto, altri si sono intestarditi e alla fine si sono accontentati di prendere gli unici piatti che ci potevano dare, senza poter scegliere altro. Così i bimbi hanno mangiato poco tra lamentele e stanchezza.

Ma una mamma previdente ha elargito biscotti, tarallini e altri viveri che hanno accontentato un po’tutti.
Nel frattempo è arrivata un’altra mamma che aveva fatto un’altra fila e anche quei piatti sono stati divisi.

Poi non era possibile vedere nessun padiglione perché era già ora di tornare all’auditorium mentre i bimbi continuavano con le loro richieste…

E l’eccitazione è arrivata alle stelle quando hanno intravisto Steven Magician, nome d’arte di Stefano Bronzato. https://www.facebook.com/StevenMagician?fref=photo, un ragazzo illusionista molto, molto bravo.

Zucchetta non si voleva mettere la divisa perché cercava di fare una foto con il mago ma girato l’angolo era già sparito. Così è iniziata la vestizione da divisa tra scarpe, fiocchi e spazzole. Zucchetto non si voleva cambiare i pantaloni davanti a tutti e Zucchetta faceva la spola con il bagno mentre io cercavo di raccattare i vari pezzi, infilandoli nella valigia.

Poi sono tornati nella sala riuscendo a strappare un autografo al giovane mago.

Verso le 15.30 sarebbe dovuto iniziare lo spettacolo che ha ritardato di mezz’ora. Nel frattempo la sala si era riempita e durante la proiezione di un video sulla compagnia MSC, i bambini in silenzio sono saliti sul palco. In fila, uno dietro l’altro, ognuno con il suo stile che si riconosceva al buio.

Finalmente hanno iniziato a cantare creando quella speciale magia, sempre la stessa ma sempre diversa.

Dopodiché ci sono stati vari discorsi dello staff di MSC , giochi di gruppo con indovinelli musicali (che a mio parere andavano fatti prima dell’evento), qualche sigletta di Cristina D’Avena (slegata dal coro), la proiezione di un nuovo cartone animato (una collaborazione tra MSC e l’Antoniano) di DO RE MI la mascotte della compagnia, la proiezione di un video dell’UNICEF (che credo abbia avuto il valore più grande…) https://www.youtube.com/watch?v=FDnpsU_eWtY ed infine un’esibizione di  Stefano Bronzato che ha scomposto l’intero coro per la loro curiosità!

Quindi verso le 18 è terminato lo spettacolo ed i bambini hanno rimesso i loro vestiti per un paio d’ore scarse di libertà.

Così abbiamo soddisfatto la richiesta di Zucchetta che voleva bere la Coca Cola alla fragola e fare il timbro del padiglione della Francia sul suo passaporto dell’expo.
Quindi dell’Expo posso dire di aver visto solo l’albero della vita, da lontano. Ma è stata una grande gioia riuscire a fare una foto noi quattro, tutti insieme in un flash di spensieratezza.

Infine tra un morso ad un panino e una corsa, i bimbi hanno potuto sfogarsi in un gioco di carrucole nel parco dell’ingresso Merlata mentre noi riprendevamo forze su una panchina.
Perché per tenere questi ritmi serve un fisico allenato e forte spirito di adattamento.
Perché ci sono momenti in cui mi domando se tutte queste sfacchinate siano a misura di bambino o ad egocentrismo da genitore…

Ma tornando ai pullman, nonostante tutto, loro erano euforici, abbracciati e contenti e guardandoli da dietro mi sono data la risposta.
Perchè il coro dovrebbe riassumersi in questo…oltre al fatto di essere stati anche solo una goccia di aiuto a quei bambini che non hanno potuto scegliere il loro destino…

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Alle 23 siamo tornati a Bologna stremati, con un’altra storia da raccontare.

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6 Comments

  1. io penso che siano a misura di bambino, il che non vuol dire che non li stanchi o altro, ma che siano ricordi, anche solo frammentari che contribuiscono ad alzare la temperatura del loro cuore…

    oggi ma anche domani quando saranno adulti e magari penseranno ai loro di figli..

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