IDENTITÀ SENZA SCELTA

Ieri, con tutta la mia famiglia, eravamo in piazza Bra a Verona in occasione di un concerto del coro.

Il sole aveva picchiato forte insieme al mix di emozioni contrastanti che si vivono ogni volta.
Dalla stanchezza del viaggio alla contentezza di una nuova avventura. Dalla pelle d’oca ascoltando le loro voci alla ricerca di significati nelle parole del prete che ha celebrato la messa.
Dai capricci dei bimbi a tavola nella scelta dei posti al cin cin di vino rosso con Zucco.
Ma dopo il concerto è successa una cosa strana che mi ha colpita.
Una ragazzina acqua e sapone, accompagnata da un padre sorridente, ha chiamato gli zucchetti per nome, chiedendo una foto. Io che non amo questo genere di cose mi sono sforzata di capire e ho accettato. Perché ho sempre detto ai bimbi che non si devono comportare da divi e che le foto hanno senso fatte solo con il coro. Ma questa volta non me la sono sentita di fare la solita bacchettona dai principi dorati.
Poi la ragazzina, a bassa voce, mi ha detto di essere una lettrice del mio blog e che le piace molto come scrivo.
Ed io ero metà imbarazzata e metà lusingata.
Fa un effetto splendido sentirsi dire una roba del genere!
Poi mi sono tornati mille dubbi e mi sono chiesta se sia giusto che alcune persone possano associare le storie che racconto ai miei figli.
La mia identità nascosta ha fatto il giro di alcune bocche ed è imbarazzante.
Non tanto per me ma per loro che non l’hanno scelto.

Tutto ciò è peggio di mille album di foto pubblicati ovunque.


E spero che quella ragazzina comprenda i miei dubbi che sono solo un atto di amore e protezione per i miei figli….


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16 Comments

  1. Ciao ZZ. Io cerco di stare molto attento al discorso privacy, e tranne il dire che abito a Padova cerco di evitare riferimenti precisi a me ed alla mia famiglia.
    Avevo un sito (con tanto di dominio a pagamento) dedicato proprio alla mia famiglia, ma dopo che uno mi scrisse via mail che ‘forse’ mi conosceva di vista ho cancellato il sito. Sia mai che qualcuno voglia fare qualche bravata a me o moglie o, peggio, al figlio.
    Anche nelle foto cerco di non inserire particolari di facile rinoscimento.
    Ti dirò di più: nessuno che mi conosce di persona sa che io ho un blog, nemmeno mia moglie.
    Però ammetto ci possano essere punti di vista differenti, magari meno categorici del mio. Consiglio tuttavia di prestare sempre molta attenzione, perché con internet anche il più piccolo riferimento può condurre a te. Un blogger molto più famoso di me anni fa scrisse il tempo da lui realizzato in una corsa campestre amatoriale, e da lì qualcuno riuscì a risalire al suo vero nome e cognome.
    Ora non se na fa cruccio (è abbastanza famoso nel giro dei blog) ma a quel tempo ci rimase male.
    Scusa del pistolotto, buona giornata.

    Kikkakonekka

  2. pur comprendendovi, una parte di me non vuole accettare il fatto di dover ricorrere a questo per tutelare le nostre esistenze…
    da un lato penso che non sia giusto e che questo possa portarci (se non noi, i nostri figli nel loro futuro o i loro figli ancora più in la nel tempo) a perdere prima la libertà e poi, sopratutto, la dignità…

    c’è sempre stato chi voleva far del male, chi faceva di dispetti per invidia ecc ecc ma questa diffusione (sia chiaro, io sono convinto che sia legittima) della paura delle ripercussioni mi spaventa da pazzi…

    io non dovrei sentirmi in pericolo di essere chi sono, di pensare ed esprimere il mio pensiero, di amare i miei figli e condividere con loro e di loro, io non devo chiudermi in me stesso o in quelle persone che mi conoscono da sempre…

    l’evoluzione passa inevitabilmente per la condivisione, per dei concetti di apertura…

    queste azioni preventive (per quanto legittime, mi ripeto per evitare disguidi) non temete che possano portarci ad una regressione ma sopratutto che ci predispongano ad alimentare quel meccanismo di “sovranità” auto-indetta che vige incontrastata oggi in tutti gli ambiti della nostra società???

    Non pensate che silenziosamente e lentamente possa portare in un futuro a rinunciare a vivere per paura di morire??

    (ovviamente la domanda finale è esagerata.. ma a volte io vedo i tratti iniziali di un percorso che va in quella precisa direzione…)
    io non voglio immaginare che i miei figli debbano crescere con la paura che ogni cosa che fanno, pensano, dicono, immagino possa causar loro danni o problemi… che vita sarebbe??

    [P.S. ci sto lavorando molto su questo argomento e a spunti, sopratutto voi due che mi conoscete bene (kikka ancora meglio perchè mi segue dal blog precedente) sa che ci sono stati dei cambiamenti nel mio stato di “blogger”… in ogni caso non sto affermando, ma riflettendo, sono ancora molto combattuto sull’argomento]

  3. Buon pomeriggio a tutti, sono la ragazzina di cui si parla nel post e sto scrivendo con l’account di mia mamma.
    Volevo chiarire che seguo il blog non per interesse dei suoi figli (senza offesa) ma perchè condivido molti pensieri che leggo qui.
    Ora direte che sono piccola, però certe cose le comprendo molto bene.
    Ho chiesto ai bambini di fare una foto per avere un ricordo di quella giornata, non c’era un secondo fine ed inoltre l’ho chiesta anche ad altri componenti del coro.
    Quella foto è nella memoria del telefono e da lì non si sarebbe mossa nemmeno se non avessi letto questo post, non l’avrei pubblicata sui social, non mi permetterei MAI.
    Il mio accenno al blog voleva essere solo un complimento, non era mia intenzione metterla in imbarazzo e non associo i suoi figli ai post che lei scrive perchè capisco benissimo che loro sono persone distinte e hanno una loro vita, e soprattutto non l’hanno scelto.
    Capisco le sue paure, le condivido e le rispetto e comprendo che lo fa per amore dei suoi figli, magari in futuro, se dovessi avere dei figli, lo farò anche io e proverò ciò che sta provando lei.
    Le chiedo scusa se sono stata invadente, scortese , se (inconsciamente) sono andata contro i suoi principi e l’ho messa in imbarazzo.
    Se in futuro dovessi incontrarla di nuovo mi comporterò diversamente.
    Mi dispiace, non era mia intenzione

  4. Buon pomeriggio a tutti, sono la ragazzina di cui si parla nel post e sto scrivendo con l’account di mia mamma.
    Volevo chiarire che seguo il blog non per interesse dei suoi figli (senza offesa) ma perchè condivido molti pensieri che leggo qui.
    Ora direte che sono piccola, però certe cose le comprendo molto bene.
    Ho chiesto ai bambini di fare una foto per avere un ricordo di quella giornata, non c’era un secondo fine ed inoltre l’ho chiesta anche ad altri componenti del coro.
    Quella foto è nella memoria del telefono e da lì non si sarebbe mossa nemmeno se non avessi letto questo post, non l’avrei pubblicata sui social, non mi permetterei MAI.
    Il mio accenno al blog voleva essere solo un complimento, non era mia intenzione metterla in imbarazzo e non associo i suoi figli ai post che lei scrive perchè capisco benissimo che loro sono persone distinte e hanno una loro vita e soprattutto non l’hanno scelto loro.
    Capisco le sue paure, le condivido e le rispetto e comprendo che lo fa per amore dei suoi figli, magari in futuro, se dovessi avere dei figli, lo farò anche io e proverò ciò che sta provando lei.
    Le chiedo scusa se sono stata invadente, scortese , se (inconsciamente) sono andata contro i suoi principi e l’ho messa in imbarazzo.
    Se in futuro dovessi incontrarla di nuovo mi comporterò diversamente.
    Mi dispiace, non era mia intenzione

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